Daniela Baraghini morta il 30 dicembre scorso, a 55 anni. Era insegnante di religione all'Itc Matteucci da 28 anni

"E' tutto vero: semplice vivere ed semplice morire. Basta affidarsi"

La chiesa di Regina Pacis strapiena il 2 gennaio scorso per il funerale di Daniela Baraghini, morta il 30 dicembre, a 55 anni, all’Hospice di Forlimpopoli, dopo una grave malattia. Daniela, che lascia il marito Maurizio Mambelli e i figli Martina, Filippo e Pietro, aveva studiato al Liceo Classico di Forlì e poi all’Università di Bologna dove aveva avuto come compagno di studi Stefano Pascucci, oggi sacerdote e parroco di Santa Caterina che ha presieduto la messa esequiale e nell’omelia ha ricordato gli anni della loro formazione. L’incontro con Comunione e Liberazione, prima con don Lino Andrini e poi all’Università con don Francesco Ricci con il quale Daniela aveva poi collaborato a Forlì al Centro studi Europa Orientale.

Si era poi dedicata all’impegno educativo come docente di religione all’Itc Matteucci dove insegnava da 28 anni e in Gioventù Studentesca: “Nella sua vocazione educativa - ricorda don Enzo Zannoni responsabile di GS - ha sempre riconosciuto nel cuore dei ragazzi che incontrava un destino buono e una promessa di bene e di felicità”. La passione educativa ricordata anche dal marito Maurizio motivando la frase scelta per il ricordino funebre “Non abbandonate mai l’amore alla bellezza, è la ferita che ci spalanca il cuore” un sms, tra i tanti inviati per rispondere ai messaggi ricevuti durante la malattia. “Era appassionata ai ragazzi alla loro umanità – ha detto ancora Maurizio Mambelli - fatat di domande spesso confuse ma mai banali.

Altri interventi pieni di commozione hanno espresso al termine della messa la gratitudine per la testimonianza di Daniela. Piero Stella ha condiviso con lei il cammino nella Fraternità di Cl: “Non è mai venuto meno la consapevolezza del dono della vita e della fede di cui sei stata un’evidenza luminosa” e nel nel silenzio vibrante della chiesa ha letto una frase pronunciata da lei due giorni prima della morte: “E’ tutto vero: è semplice vivere, è semplice morire. Basta affidarsi”. Una delle sue alunne ha affermato tra le lacrime: “Ci hai insegnato ad amare e ad approfondire la realtà, ci dai dato speranza, quella con la “s” maiuscola, quella capace di dar senso alla vita”. Il dott. Marco Maltoni, direttore dell’Hospice di Forlimpopoli, ha letto il saluto del figlio minore di Daniela, Pietro: “Il tuo sguardo buono ha convertito tante persone e da ultimo ha convertito anche me e ci siamo trovati a guardare nella stessa direzione. Attraverso l’abbraccio di tanti amici a cui mi hai affidato continuo a sperimentare il tuo sguardo. Ho chiesto il miracolo fino alla fine e mi è stato dato un cammino da fare. Il miracolo sono stati questi anni con te”.