Il tavolo dei relatori: (da sin.) Francesco Manicardi, Benedetta Bellocchio, Alessandro Rondoni, mons. Ernesto Vecchi, Antonio Farn, Giulio Donati

Giornalisti forlivesi hanno festeggiato a Carpi il patrono San Francesco di Sales (24/1/2013)

E’ stata Carpi ad accogliere il 24 gennaio scorso i giornalisti dell’Emilia Romagna per la festa del loro patrono, San Francesco di Sales. L’incontro dal titolo “Reti sociali: porte di verità e di fede. Quando la terra trema: raccontare la rinascita di un popolo e della Chiesa”, proposto dall’Ufficio regionale per le comunicazioni sociali in collaborazione con Fisc, Ucsi, Club Santa Chiara Acec e Gater è iniziato presso il monumento al Deportato in piazza Martiri con la deposizione di una corona in memoria di Odoardo Focherini, carpigiano, morto nel 1944 nel campo di concentramento di Hersbruck in Germania e che sarà beatificato il prossimo 15 giugno. Nell’adiacente auditorium della Biblioteca Loria si è svolto l’incontro. “Oggi festeggiamo il nostro patrono - ha affermato nell’introduzione Alessandro Rondoni, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della CEER - raccontando la voglia di ricostruire di questo popolo e ascoltando quello che ci dice il Papa”. Quel giorno stesso è stato diffuso infatti il messaggio di Benedetto XVI per la 47° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali dal titolo “Reti sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione”. Dopo il saluto di Enrico Campedelli, sindaco di Carpi, del vescovo, mons. Francesco Cavina e del giornalista Rai, Giorgio Tonelli a nome del presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti, Gerardo Bombonato, Alessandro Rondoni ha donato a Luigi Lamma, direttore di Notizie, settimanale della diocesi di Carpi, una telecamera. Le immagini della tragedia del terremoto nel video curato da Antonio Farnè, presidente Ucsi e inviato della sede Rai di Bologna hanno aperto la parte delle relazioni. Mons. Ernesto Vecchi, vescovo delegato della CEER per le comunicazioni sociali e autore di Antenna Crucis, una riflessione sul passaggio dall’analogico al digitale, ha ricordato le figure di Focherini e di San Francesco di Sales e il legame con le comunità terremotate: “Portare il peso gli uni degli altri deve essere la dimensione ordinaria della vita civile ed ecclesiale”. Poi facendo riferimento al messaggio del Papa ha aggiunto: “Le reti sono la nuova spina dorsale del sistema comunicativo, nel web vi sono nuovi spazi per l’evangelizzazione. Anche il papa “cinguetta” su twitter non dobbiamo avere paura di spalancare la rete a Cristo”. Un altro video sui giorni del terremoto “Ritornate a me con tutto il cuore”, titolo anche della lettera inviata dal vescovo mons. Cavina alla sua diocesi, ha introdotto la testimonianza di Benedetta Bellocchio giornalista di Notizie: “La rinascita è iniziata già il 29 maggio, dopo la seconda scossa, con i sacerdoti che hanno subito accolto le persone e oggi continuano a tenere unite le “pietre vive”. La visita del Papa non è stato un incontro formale e oggi abbiamo la responsabilità di continuare a chinarci sulla nostra gente”. Antonio Farnè ha raccontato i giorni drammatici del terremoto in Emilia e del “nevone” in Romagna a fine gennaio 2013 da lui vissuti come inviato Rai: “Abbiamo raccontato gli stati d’animo e il dolore della gente e li abbiamo vissuti assieme a loro. Non abbiamo fatto nulla di straordinario, semplicemente il nostro mestiere”. Giulio Donati, delegato della Fisc dell’Emilia Romagna, che ha offerto un contribuito economico a Notizie per la realizzazione di due numeri, ha ricordato il lavoro dei settimanali cattolici nel territorio per un pluralismo dell’informazione minacciato ora dal taglio dei contributi statali. Francesco Manicardi, giornalista e nipote di Odoardo Focherini ha parlato della passione comunicativa del nonno giornalista e amministratore dell’Avvenire d’Italia. Le conclusioni nel video messaggio di mons. Domenico Pompili direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei: “La cultura dei social network è una sfida che non va sottovalutata né banalizzata, corrisponde a un bisogno profondo dell’uomo di relazione di condivisione. Sono nuovi spazi di evangelizzazione, delle porte di verità e di fede, una opportunità per la corsa del vangelo”. Al termine dell’incontro mons. Cavina ha presieduto la messa nella pieve della Sagra e nell’omelia ha affermato: “Viviamo in un periodo di crisi che ha determinato un senso di paura e di mancanza di prospettive per il futuro. San Francesco di Sales di cui oggi la Chiesa celebra festa liturgica ci offre una strada per recuperare una dimensione umana della vita”.

Galleria immagini:

  • Cerimonia in piazza Martiri al monumento del Deportato

  • Odoardo Focherini



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