Dai nostri missionari: padre Pino Leoni in canoa tra gli indios dell'Amazzonia

“E’ una grande lezione per tutti: davvero papa Francesco ci sta ri-insegnando la missione, chiedendoci di ascoltare Gesù che bussa alla porta perché vuole "uscire dal recinto" verso le periferie esistenziali”. Dichiarazione significativa considerando che a farla è un missionario da 45 anni in Brasile. Il saveriano padre Pino Leoni, di recente in visita a Forlì per incontrare familiari ed amici ha incontrato anche il settimanale diocesano il Momento, che riceve anche in Brasile e di cui è lettore fedele.

Padre Pino è originario della parrocchia di San Lorenzo in Venatis di Meldola dove è nato nel 1940. Suo padre era cugino di padre Pietro Leoni, il missionario gesuita originario di Premilcuore, che dal 1945 al 1955 fu condannato ai lavori forzati nei gulag sovietici. Entrato in seminario a Forlì padre Pino passò poi all’Istituto saveriano di San Pietro in Vincoli dove fece la professione solenne nel 1965. Nel 1968 è stato ordinato sacerdote e il 26 agosto dello stesso anno è partito in nave dal porto di Genova per l'Amazzonia brasiliana. “Attualmente siamo 41 missionari saveriani - racconta padre Pino - presenti nella prelatura dello Xingu, nelle diocesi di Conceiçao do Araguaia e di Abaetetuba e nell'archidiocesi di Belém do Parà. Ci dedichiamo, nelle Chiese locali cui apparteniamo, al servizio del popolo di Dio, privilegiando la formazione cristiana, l'animazione missionaria della comunità cristiana, la pastorale indigena, la pastorale sociale nelle campagne e nelle periferie della città”.

Dopo la missione nei villaggi del Nord del Brasile alcuni dei quali raggiungibili solo in canoa, per alcuni anni padre Leoni è stato inviato a Moikàràkò tra gli indios Kayapò: “Quei sei anni sono stati il periodo più privilegiato della mia esperienza missionaria. Sono stato con gli indios condividendo tutto con loro, casa, lavoro nei campi, scuola, feste e lutti, carestie e raccolti abbondanti”. Da tre anni, assieme ad altri quattro confratelli, padre Leoni coordina la presenza dei saveriani nel Brasile Nord. “Sono grato con quanti collaborano alla mia opera - continua il missionario - a Forlì, a Meldola, nei conventi e nelle famiglie, nel Comitato per la lotta contro la fame nel mondo e nelle comunità parrocchiali ho trovato tanta generosità, sacrifici e solidarietà”. Nell’aprile scorso padre Leoni ha ricevuto la visita di don Adriano Ranieri, penitenziere della Cattedrale, direttore emerito della Caritas e suo amico d’infanzia alla cui madre è intitolato il “Centro pastorale da Criança Mamma Pasquina” opera di assistenza per mamme e bambini. Oggi padre Leoni pensa anche a chi prenderà il suo posto per continuare la sua opera: “Vorrei dire ai giovani che si stanno interrogando sulla loro vocazione che quattro miliardi di persone ancora non sanno che Dio è loro e nostro Padre, che Gesù è morto ed è risorto per loro e per noi tutti e che l'Amore è la loro e la nostra vita. Perché non partire, perché non condividere con loro il nostro ideale e formare, tutt'insieme, una sola famiglia?”.