Don Giovanni Cani torna a casa e sar sepolto nella chiesa di San Pio X

Don Giovanni Cani torna a casa. Le sue spoglie infatti saranno traslate sabato 16 novembre nella chiesa di San Pio X in Ca’ Ossi, della quale il sacerdote fu primo parroco, dal 1955 fino alla morte improvvisa avvenuta nel 1966, e collocate nella nicchia sotto l’altare di San Francesco. Alle 18 è previsto l’arrivo delle spoglie dal cimitero di San Martino in Strada e dopo la testimonianze di don Domenico Ghetti, parroco della Cava, cresciuto a Ca’ Ossi e di don Adriano Ranieri penitenziere della Cattedrale e direttore merito della Caritas, che è stato cappellano di don Cani, alle 18.30 il vescovo mons. Lino Pizzi presiederà la messa.

Originario di San Pietro in Vincoli, dove nacque nel 1915 , quinto di sette fratelli, don Giovanni fu ordinato sacerdote nel 1943. Dopo alcuni mesi come cappellano a San Pietro in Trento l’8 agosto dello stesso anno è inviato a svolgere il ministero nella frazione di Chiesuola e quando nel 1947 viene riconosciuta come parrocchia ne diventa il primo parroco. Nel frattempo don Giovanni aveva già cominciato la ricostruzione della chiesa e del campanile, distrutti dalla guerra, e della comunità organizzando incontri per uomini, donne e giovani, promuovendo l’Azione Cattolica e dovendo spesso misurarsi con l’opposizione e l’ostilità di quanti cercano di ostacolare il suo operato. Sempre in questo periodo comincia i lavori di ristrutturazione e adattamento di un vecchio fabbricato rurale da trasformare in asilo. Partecipa di persona ai lavori, insieme con la sorella Zaira e con la sua gente che lo aiuta con entusiasmo.

S’impegna nella istituzione di una sezione locale della Democrazia Cristiana e della relativa sede iniziata nel 1954 e inaugurata l’anno seguente alla presenza del ministro Fanfani. Ma lui non era già più a Chiesuola. Il 31 ottobre 1954 infatti era stato nominato parroco di San Martino in Strada dove rimase un solo anno, realizzando il campo sportivo per i giovani, e il 20 novembre 1955 viene nuovamente trasferito nella vicina San Pio X in Ca’ Ossi, anche qui come primo parroco. Inizia la costruzione la chiesa che viene inaugurata il 7 settembre 1958. Nei progetti di don Giovanni c’è anche la costruzione di un asilo che purtroppo non riuscirà a realizzare, ma intanto cura la formazione della sua gente dando vita ad associazioni per giovani e adulti, alle Acli, a feste parrocchiali che continuano ancora oggi, alla polisportiva, al cinema estivo all’aperto. Il 28 luglio 1966 con il suo ciclomotore si dirige a Pinarella di Cervia per andare a confessare alcune suore che si trovavano al mare con i bambini. Un incidente interrompe il suo commino, muore il giorno dopo. Tutta la parrocchia partecipa al funerale e lo accompagna fino al cimitero di San Martino in Strada dove è stato sepolto fino ad oggi.