(da sinistra): Rondoni, Sampieri, Pasini, Gardini, Castrucci, don Amati

Politica e bene comune. Testimonianze dal Consiglio Comunale di Forlž

E’ stata una sorpresa vedere cinque cattolici, consiglieri comunali a Forlì, seduti allo stesso tavolo, per confrontarsi e, in tempo di antipolitica, parlare con passione delle ragioni del loro impegno. “Comunicazione, politica e bene comune. Testimoni di impegno nel Consiglio Comunale di Forlì” è stato infatti il tema dell’incontro che si è svolto martedì 18 al Centro culturale San Francesco. L’incontro, terzo appuntamento del ciclo “Comunicazione a servizio di una vera cultura dell’incontro” proposto dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali prendeva spunto da una frase di papa Francesco: “Il buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé”. Presente il vicario generale della diocesi, mons. Dino Zattini, i consiglieri Evangelista Castrucci, Francesca Gardini, Andrea Pasini, Alessandro Rondoni e Angelo Sampieri, moderati da don Giovanni Amati, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, hanno raccontato le ragioni del loro impegno e si sono confrontati sulla presenza dei cattolici, sulla Dottrina sociale della Chiesa, sulla politica come servizio, sul rapporto con il potere e con il mondo cattolico, sulla costruzione del bene comune rispondendo anche alle numerose domande emerse dal pubblico. “Voglio essere un politico con la valigia, che svolge un servizio e torna alla sua vita. Al mondo cattolico chiedo di non lasciarci soli” ha affermato Castrucci e Gardini ha ribadito: “Anche quando la politica diventa dura e scade nel gioco delle parti bisogna rimanere se stessi e battersi per i propri ideali”. “Certe battaglie devono essere fatte insieme e bisogna avere il coraggio di uscire dal coro, andando contro anche la propria appartenenza politica” ha continuato Pasini e Sampieri: “La politica è bella perché è dialogo e confronto, anche duro, ma da noi è diventata normale la conflittualità”. Rondoni: “Fare politica per me vuol dire fare il missionario. Il bene comune non è un ideale, ma un impegno. Trentamila forlivesi hanno votato per me, mandandomi al ballottaggio, e da cinque anni incontro i forlivesi, ascolto i loro bisogni cercando di dare speranza a loro e alla democrazia. Non sono innamorato di un partito, ma del motivo per cui vale la pena fare politica e chiedo al mondo cattolico di tenermi desto nella ragione del mio impegno”. Ha concluso mons. Zattini: “Bisogna rendere merito a chi, anche stando in minoranza e arrivando al ballottaggio, ha permesso questa presenza in politica con una più chiara identità cattolica”.



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