Dalla fede clandestina in Albania al sacramento del battesimo

Fra i 9 adulti e i due bambini che la notte di Pasqua in Cattedrale riceveranno il battesimo dal vescovo, mons. Lino Pizzi, ci saranno anche Dorinela Syziu, 29 anni, albanese e suo figlio Ariel, di 10 anni, della parrocchia di Coriano.

Nella sua testimonianza Dorinela racconta come è arrivata alla decisione di diventare cristiana da adulta.

Mi chiamo Dorinela, sono nata in Albania 29 anni fa, nella cittadina di Orosh, nella provincia di Mirdit. Sono arrivata in Italia nel 2003 per il ricongiungimento familiare poiché mio marito, Aranit, era già qui da diversi anni. Abbiamo incontrato qualche difficoltà di inserimento, persone che non ci volevano in Italia e ci auguravano di tornare in Albania, c’è voluto tempo per imparare la lingua e trovare lavoro. Poi pian piano le cose si sono sistemate, mio marito è riuscito a creare anche una piccola azienda edile, anche se in questo momento la situazione in quel settore è molto difficile. Io ho fatto tanti lavori, badante per anziani e ragazzi in difficoltà e ora, prima di rimanere a casa in maternità, cameriera ai piani in un albergo di Forlì. Sì perché ora sto aspettando il secondo e mi preparo a diventare cristiana insieme al primo che riceverà il battesimo con me. Per quanto mi riguarda il cristianesimo non è una cosa nuova. Sapete tutti che fino al 1989, quando il comunismo è caduto, in Albania non si poteva neanche parlare di fede. Tutto avveniva nella clandestinità per paura del regime. Non ricordo nulla di quel periodo perché ero molto piccola, ma sono nata e cresciuta in una famiglia cattolica dove non solo mi hanno insegnato a pregare, ma mi raccontavano della mancanza di libertà e della fede vissuta di nascosto. Mi incuriosiva mia nonna che recitava le preghiere, io curiosa gli chiedevo spiegazioni e imparavo a dirle con lei. Così è nato in me il desiderio di essere battezzata e chiedevo sempre ai miei genitori quando sarebbe stato possibile. Dopo la caduta del regime tutta la mia famiglia ha ricevuto il battesimo, ma io ero lontana da casa per motivi di studio e in quel momento non è stato possibile realizzare il mio sogno. La possibilità si è concretizzata quando sono arrivata in Italia. Nell’ottobre 2012 ho iniziato il percorso di preparazione al battesimo al Centro Buon Pastore: guidati con don Pietro Fabbri e Paola Pessina, io e gli altri catecumeni ci siamo incontrati ogni 15 giorni le catechesi che approfondivamo poi nel dialogo e nel confronto tra di noi. Paola e Andrea della parrocchia di Bussecchio saranno i miei padrini: sono molto grata a loro perché sono dei veri compagni di cammino. Sono emozionata perché sento che sto per fare un passo importante per la mia vita e quella della mia famiglia. Non saprei dire ora cosa vuol dire essere cristiana, capisco però che la fede c’entra con i desideri che uno si porta dentro