Il 23 gennaio celebrazione diocesana nella Settimana per l'unit dei cristiani

Il Centro diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, in collaborazione con la Chiesa avventista, la parrocchia ortodossa romena e le parrocchie greco cattoliche romena e ucraina, propone la celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che si svolge dal 18 al 25 gennaio ed ha come tema “Dammi un po’ d’acqua da bere”.

In programma venerdì 23 gennaio, alle 20.30, nella chiesa avventista di via Curiel, una celebrazione ecumenica di preghiera e ascolto della parola di Dio. Saranno presenti don Enrico Casadio, responsabile del Centro diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e il suo predecessore, don Sergio Sala, un “anziano” della comunità avventista e padre Florin Hanis, parroco della comunità romena ortodossa di Forlì. Delle ragioni e delle condizioni del dialogo ecumenico, in particolare in riferimento all’ortodossia ha parlato lo scorso 30 novembre papa Francesco di ritorno dal viaggio in Turchia. Un giornalista ha chiesto: “Dopo questa visita e dopo questo incontro straordinario con il Patriarca di Costantinopoli, che prospettive ci sono per i contatti con il Patriarcato di Mosca?”. Ecco la risposta del papa: “Prima dirò qualcosa su tutta l’Ortodossia, e poi “arriverò” a Mosca. Io credo che con l’Ortodossia siamo in cammino. Loro hanno i sacramenti, hanno la successione apostolica… siamo in cammino. Che cosa dobbiamo aspettare? Che i teologi si mettano d’accordo? Mai arriverà quel giorno, glielo assicuro, sono scettico. Lavorano bene, i teologi, ma ricordo quello che si diceva che avesse detto Atenagora a Paolo VI: “Noi andiamo avanti da soli e mettiamo tutti i teologi in un’isola, che pensino!”. Io pensavo che fosse una cosa non vera, ma Bartolomeo mi ha detto: “No, è vero, ha detto così”. Non si può aspettare: l’unità è un cammino, un cammino che si deve fare, che si deve fare insieme. E questo è l’ecumenismo spirituale: pregare insieme, lavorare insieme, tante opere di carità, tanto lavoro che c’è… Insegnare insieme… Andare avanti insieme. Questo è l’ecumenismo spirituale. Poi c’è l’ecumenismo del sangue, quando ammazzano i cristiani; abbiamo tanti martiri… incominciando da quelli in Uganda, canonizzati 50 anni fa: erano metà anglicani, metà cattolici; ma quelli [che li hanno uccisi] non hanno detto: “Tu sei cattolico… Tu sei anglicano…”. No: “Tu sei cristiano”, e il sangue si mischia. Questo è l’ecumenismo del sangue. I nostri martiri ci stanno gridando: “Siamo uno! Già abbiamo un’unità, nello spirito e anche nel sangue”.

E a proposito dei contatti con Mosca ha continuato: “Con il Patriarca Kirill c’è la volontà di trovarci. Gli ho fatto sapere: “Io vengo dove tu vuoi. Tu mi chiami e io vengo”; e anche lui ha la stessa volontà... E’ stato proposto che la Commissione per il dialogo ortodosso-cattolico di approfondire il tema del Primato, perché si deve portare avanti quella domanda che aveva fatto Giovanni Paolo II: “Aiutatemi a trovare una forma di Primato su cui possiamo andare d’accordo”.