Don Emanuele Cucchi (a sin.) e don Piergiorgio Placci

Il 26 passaggio di consegne dei direttori dei salesiani: parte don Emanuele Cucchi arriva don Piergiorgio Placci

La comunità dei Salesiani di Forlì si prepara ad accogliere il nuovo direttore. Il 26 agosto prossimo infatti, dopo 6 anni, don Emanuele Cucchi lascerà Forlì e al suo posto arriverà don Piergiorgio Placci, che è già stato direttore dell’opera salesiana di via Episcopio Vecchio dal 2005 al 2008.

“Gli anni passati nella nostra diocesi sono stati sereni - afferma don Emanuele - mi sono sentito accolto e ben voluto dai sacerdoti che ho conosciuto. In particolare ho una grande stima nei confronti di sua eccellenza, mons. Lino Pizzi. La sua cordialità, la sua semplicità e la sua passione per i giovani hanno gradualmente aumentato il mio affetto nei suoi confronti. Ogni volta che l’ho chiamato al telefono mi ha sempre risposto volentieri e corrisposto in modo puntuale agli inviti che, a nome della comunità, gli rivolgevo. Credo che il suo appello ad una maggiore collaborazione tra varie realtà ecclesiali per servire meglio i ragazzi e i giovani sia da accogliere con coraggio e speranza. E’ il nostro pastore”.

In questi 6 anni sono cambiate molte cose: “Sul territorio l’opera salesiana si presenta ora in modo più organico rispetto a qualche anno fa - continua il direttore salesaino - la nostra realtà ha più volti e tutti importanti: il convitto aeronautico, lo studentato universitario, il Centro di formazione professionale, la parrocchia, l’oratorio e la sala multimediale San Luigi. Quando sono arrivato se chiedevo per strada dov’erano i salesiani pochi rispondevano, riconoscevano solo alcune parti dell’opera. Ora, grazie ad intensa rete di relazione con le istituzioni e il territorio, possiamo dire che alcuni passi verso un volto più unitario si sono compiuti. Tutto ciò è merito della comunità educativa dell’opera che vede i salesiani collaborare con i laici che hanno scelto di vivere il loro lavoro nel nome di don Bosco. Questo stile ha condotto l’opera stessa verso una maggiore collaborazione anche tra le varie realtà che la compongono. Il desiderio di far conoscere don Bosco all’esterno ci ha portato a pensare insieme e ad attivare quelle iniziative comuni che possono essere organizzate. Siamo in cammino”.

Ma don Bosco ha ancora oggi da insegnare? “Ancora molto. Penso che il meglio debba ancora venire - aggiunge don Emanuele - don Bosco è un santo moderno. Per lui la salvezza dell’anima coinvolge tutti quegli aspetti che certamente riguardano l’annuncio del Vangelo e la pratica sacramentale, ma che tuttavia si allargano ad uno stile che coinvolge il mondo del lavoro, della scuola, della formazione professionale, della vita. E’ nel modo in cui un giovane affronta tutte queste sfide che diventa santo. Credo che don Bosco possa dire ancora molto al nostro tempo dove i giovani vengono trascurati e resi vittime di violenze di ogni tipo, a partire da una società che sembra avere smarrito il senso di Dio e della giustizia morale”. La nuova destinazione di don Emanuele sarà Treviglio, in provincia di Bergamo, come direttore di una scuola media pubblica paritaria e salesiana.