Madre Teresa Santa. L'omelia di papa Francesco in piazza San Pietro

SANTA MESSA E CANONIZZAZIONE DELLA BEATA MADRE TERESA DI CALCUTTA

GIUBILEO DEGLI OPERATORI E DEI VOLONTARI DELLA MISERICORDIA

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Piazza San Pietro

Domenica, 4 settembre 2016

«Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?» (Sap 9,13). Questo interrogativo del Libro della Sapienza, che abbiamo ascoltato nella prima lettura, ci presenta la nostra vita come un mistero, la cui chiave di interpretazione non è in nostro possesso. I protagonisti della storia sono sempre due: Dio da una parte e gli uomini dall’altra. Il nostro compito è quello di percepire la chiamata di Dio e poi accogliere la sua volontà. Ma per accoglierla senza esitazione chiediamoci: quale è la volontà di Dio?

Nello stesso brano sapienziale troviamo la risposta: «Gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito» (v. 18). Per verificare la chiamata di Dio, dobbiamo domandarci e capire che cosa piace a Lui. Tante volte i profeti annunciano che cosa è gradito al Signore. Il loro messaggio trova una mirabile sintesi nell’espressione: «Misericordia io voglio e non sacrifici» (Os 6,6; Mt 9,13). A Dio è gradita ogni opera di misericordia, perché nel fratello che aiutiamo riconosciamo il volto di Dio che nessuno può vedere (cfr Gv 1,18). E ogni volta che ci chiniamo sulle necessità dei fratelli, noi abbiamo dato da mangiare e da bere a Gesù; abbiamo vestito, sostenuto, e visitato il Figlio di Dio (cfr Mt 25,40). Insomma, abbiamo toccato la carne di Cristo.

Siamo dunque chiamati a tradurre in concreto ciò che invochiamo nella preghiera e professiamo nella fede. Non esiste alternativa alla carità: quanti si pongono al servizio dei fratelli, benché non lo sappiano, sono coloro che amano Dio (cfr 1 Gv 3,16-18; Gc 2,14-18). La vita cristiana, tuttavia, non è un semplice aiuto che viene fornito nel momento del bisogno. Se fosse così sarebbe certo un bel sentimento di umana solidarietà che suscita un beneficio immediato, ma sarebbe sterile perché senza radici. L’impegno che il Signore chiede, al contrario, è quello di una vocazione alla carità con la quale ogni discepolo di Cristo mette al suo servizio la propria vita, per crescere ogni giorno nell’amore.

Abbiamo ascoltato nel Vangelo che: «una folla numerosa andava con Gesù» (Lc 14,25). Oggi quella “folla numerosa” è rappresentata dal vasto mondo del volontariato, qui convenuto in occasione del Giubileo della Misericordia. Voi siete quella folla che segue il Maestro e che rende visibile il suo amore concreto per ogni persona. Vi ripeto le parole dell’apostolo Paolo: «La tua carità è stata per me motivo di grande gioia e consolazione, poiché il cuore dei credenti è stato confortato per opera tua» (Fm 7). Quanti cuori i volontari confortano! Quante mani sostengono; quante lacrime asciugano; quanto amore è riversato nel servizio nascosto, umile e disinteressato! Questo lodevole servizio dà voce alla fede - dà voce alla fede! - ed esprime la misericordia del Padre che si fa vicino a quanti sono nel bisogno.

La sequela di Gesù è un impegno serio e al tempo stesso gioioso; richiede radicalità e coraggio per riconoscere il Maestro divino nel più povero e scartato della vita e mettersi al suo servizio. Per questo, i volontari che servono gli ultimi e i bisognosi per amore di Gesù non si aspettano alcun ringraziamento e nessuna gratifica, ma rinunciano a tutto questo perché hanno scoperto il vero amore. E ognuno di noi può dire: “Come il Signore mi è venuto incontro e si è chinato su di me nel momento del bisogno, così anch’io vado incontro a Lui e mi chino su quanti hanno perso la fede o vivono come se Dio non esistesse, sui giovani senza valori e ideali, sulle famiglie in crisi, sugli ammalati e i carcerati, sui profughi e immigrati, sui deboli e indifesi nel corpo e nello spirito, sui minori abbandonati a sé stessi, così come sugli anziani lasciati soli. Dovunque ci sia una mano tesa che chiede aiuto per rimettersi in piedi, lì deve esserci la nostra presenza e la presenza della Chiesa che sostiene e dona speranza”. E, questo, farlo con la viva memoria della mano tesa del Signore su di me quando ero a terra.

Madre Teresa, in tutta la sua esistenza, è stata generosa dispensatrice della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata. Si è impegnata in difesa della vita proclamando incessantemente che «chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo, il più misero». Si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato; ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini – dinanzi ai crimini! - della povertà creata da loro stessi. La misericordia è stata per lei il “sale” che dava sapore a ogni sua opera, e la “luce” che rischiarava le tenebre di quanti non avevano più neppure lacrime per piangere la loro povertà e sofferenza.

La sua missione nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri. Oggi consegno questa emblematica figura di donna e di consacrata a tutto il mondo del volontariato: lei sia il vostro modello di santità! Penso che, forse, avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla Santa Teresa: la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle “Madre Teresa”. Questa instancabile operatrice di misericordia ci aiuti a capire sempre più che l’unico nostro criterio di azione è l’amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo e riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione. Madre Teresa amava dire: «Forse non parlo la loro lingua, ma posso sorridere». Portiamo nel cuore il suo sorriso e doniamolo a quanti incontriamo nel nostro cammino, specialmente a quanti soffrono. Apriremo così orizzonti di gioia e di speranza a tanta umanità sfiduciata e bisognosa di comprensione e di tenerezza.

 

 

 

 

Grande attesa in tutto il mondo per l’imminente canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta: la cerimonia è uno dei momenti culminanti del Giubileo della Misericordia, voluto da Papa Francesco. Ecco alcune informazioni pratiche su come seguire la canonizzazione di Madre Teresa a Roma e da casa.

Quando è la canonizzazione di Madre Teresa?

Madre Teresa verrà proclamata santa domenica 4 settembre.

A che ora avviene il rito di canonizzazione di Madre Teresa?

Papa Francesco celebra la Messa e presiede il rito di canonizzazione di Madre Teresa in piazza san Pietro in Vaticano alle 10.30, nel giorno in cui si celebra il Giubileo dei volontari e degli operatori di misericordia. Madre Teresa è infatti un simbolo della misericordia di Dio per i poveri e gli emarginati di questo mondo.

Quali altri eventi a Roma accompagnano la canonizzazione di Madre Teresa?

Sabato 3 settembre, vigilia della canonizzazione, Papa Francesco pronuncia una catechesi in piazza San Pietro, intorno alle 10. Poi nel pomeriggio, alle 17, è previsto un momento di preghiera e meditazione con arte e musica: un “Oratorio” della beata Teresa di Calcutta, dal titolo Mother, composto da Marcello Bronzetti, con coro e orchestra Fideles et Amati, nella Basilica di Sant’Andrea della Valle. L’evento culmina con la venerazione della reliquia di Madre Teresa e la celebrazione della Messa, alle 19.

Inoltre, lunedì 5 settembre il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, presiede la Messa di ringraziamento per la prima festa di Santa Teresa di Calcutta. La celebrazione è sempre in piazza San Pietro, alle 10.

Sul sito del Mother Teresa Center sono elencati altri appuntamenti collaterali, tra cui mostre e concerti dedicati alla religiosa nata a Skopje, in Macedonia, da una famiglia di origine albanese.

Quando è possibile a Roma venerare le reliquie di Madre Teresa?

La venerazione delle reliquie è in programma sabato 3 settembre nella nella Basilica di Sant’Andrea della Valle.

Lunedì 5 settembre, dalle 16 alle 18.30 e il 6 settembre, dalle 7 alle 18.30 Le reliquie della fondatrice delle Missionarie della Carità si spostano nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Nei giorni 7 e 8 settembre le reliquie di Madre Teresa si spostano poi nella Chiesa di San Gregorio Magno, per l’adorazione dei fedeli dalle 9 alle 18. In quei giorni si ha anche la possibilità di visitare la stanza di Madre Teresa nel convento di San Gregorio ai seguenti orari: 8.30-11.30 e 16.30-19.

Come si può seguire da casa la canonizzazione di Madre Teresa?

In tivù su Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre) va in onda domenica 4 settembre la diretta del rito di canonizzazione di Madre Teresa.

Sabato 3 settembre alle 20.30 e domenica 4 settembre alle 14.25 sempre su Tv2000 viene proposto tra l'altro un docufilm dal titolo «La madre dei poveri» che ripercorre la vita di Madre Teresa di Calcutta attraverso i tratti – anche nascosti – della sua personalità: dalle origini a Skopje, al periodo trascorso nella città di Calcutta come insegnante di storia e geografia. Quindi il cosiddetto periodo di “oscurità” e di travaglio spirituale con la conseguente “chiamata nella chiamata” da cui scaturisce la scelta di dedicare la vita consacrata ai “più poveri dei poveri”. In radio anche InBlu Radio dedica una programmazione speciale a Madre Teresa, oltre alla diretta radiofonica della sua canonizzazione in programma domenica 4 settembre.

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