A Isola di Santa Sofia la messa in ricordo di Pasquale II il papa "forlivese"

Anche Forlì ha avuto il suo Papa, Pasquale II, al secolo Rainerio Raineri nato nel 1050 nel castello di Bleda, a Isola di Santa Sofia. Qui, nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin, sabato 21 gennaio, alle 10.30 il vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Lino Pizzi, celebrerà la messa a ricordo del Pontefice santasofiese. Dopo la messa, il prof. Oscar Bandini presenterà al figura di Pasquale II e del contesto storico in cui si svolsero i 19 anni del suo pontificato.

Divenuto monaco Rainerio fu creato cardinale da papa Gregorio VII attorno al 1076. Papa Urbano II lo nominò legato pontificio in Spagna. Eletto Papa il 13 agosto 1099 a lui fu portato l’annuncio della liberazione del Santo Sepolcro avvenuto un mese prima al termine della prima crociata.

Nel 1113, papa Pasquale II riconobbe l'ordine dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni in Gerusalemme, il più antico degli ordini religiosi cavallereschi.

A Pasquale II si attribuisce la nomina del primo vescovo in terra d'America, circa quattro secoli prima di Cristoforo Colombo: si tratta di Enrico, o Henricus, vescovo di Groenlandia e Terranova.

Nella lunga lotta contro gli imperatori sulla lotta per le investiture, portò avanti con zelo la politica ildebrandina, con esiti alterni. Nel concilio del 1102 Pasquale rinnovò la scomunica contro Enrico IV. Contro lo stesso imperatore si rivoltò il figlio Enrico V. Ne scaturì una guerra civile (1104), vinta da Enrico V. Il padre morì nel 1106 mentre elaborava propositi di vendetta.

Pasquale si preparò ad allacciare relazioni diplomatiche con Enrico V, che nel maggio 1105, al Concilio di Nordhausen, aveva affermato la propria devozione per la Chiesa. Ma dopo quest'iniziale politica conciliante, Enrico V avanzò le stesse pretese di suo padre nei confronti della Santa Sede. Dopo alterne vicende alla morte della contessa Matilde, che aveva lasciato tutti i suoi territori alla Chiesa, l'imperatore li pretese come feudi imperiali e costrinse il Papa a fuggire a Montecassino. Enrico trascorse la Pasqua del 1117 a Roma, ricevuto con tutti gli onori.

Pasquale ritornò dopo il ritiro dell'imperatore all'inizio del 1118, ma morì nel giro di pochi giorni il 21 gennaio di quell'anno.

È sepolto nella Basilica di San Giovanni in Laterano.



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