La festa dei Santi e il ricordo dei defunti ci ricordano che la vita ha un senso

“Di Santi forse non ne abbiamo in famiglia, ma i morti certamente li abbiamo tutti”. Tanti ragionano così, in modo un po’ grezzo, rivelando un fondo di scetticismo, ma anche una verità. Che è la ragione per cui Chiesa ha messo una di seguito all’altra nel calendario la festa di tutti i Santi, l’1 novembre e la commemorazione di tutti i defunti, il 2.

La verità che riguarda il destino della vita, che non finisce con la morte, ha il suo compimento nella eternità, illumina già l’esistenza ed ha nella testimonianza dei Santi il segno più bello e più evidente.

E così ogni volta che accompagniamo con l’affetto e la preghiera una persona cara che muore ci troviamo dentro, prepotente, la grande domanda sul senso di quella e della nostra vita.

Vale certo la pena porsi questi piuttosto che gli altri dilemmi che ritornano in questi giorni: Ognissanti o Halloween? Festa cristiana o celebrazione pagana? Finto il dilemma, perché è chiaro che si tratta di due realtà ben diverse e che la diffusione della usanza di origine anglosassone ha una ragione consumistica, ma anche culturale, che ha snaturato anche altre feste cristiane. I Vescovi dell’Emilia Romagna nel documento “Religiosità alternativa, sette, spiritualismo. Sfida culturale, educativa, religiosa affermano: “Il cristiano non può accettare la festa di Halloween, così com’è proposta oggi, in quanto è legata strettamente ad atteggiamenti superstiziosi ed è contraria all’autentica vocazione cristiana”.

E quanto è più sana la domanda sul senso della vita di quella mentalità relativistica che vuole trasformare la morte in un incidente da dimenticare al più presto, magari senza neanche il segno di una tomba o con una veloce cremazione. Per questo andremo a pregare il 2 novembre e poi nell’ “ottavario” dei defunti, parteciperemo alle messe nelle chiese e anche nei cimiteri, che in quei giorni sono assiduamente visitati. Puliremo le tombe e le orneremo di fiori e lumini perché i camposanti, anche quelli più piccoli e sperduti, siano segno di vita. Per i defunti e per noi.

 

L'1 novembre al cimitero monumentale la preghiera per i bambini mai nati

Anche quest’anno la Comunità Papa Giovanni XXIII celebrerà una Santa Messa il 1° novembre alle ore 11.00, presso la Chiesa del Cimitero Monumentale di Forlì, in ricordo dei bimbi non nati, in particolare di quelli vittime dell’aborto volontario, delle tecniche di fecondazione artificiale, dei contraccettivi abortivi, delle pillole del giorno dopo e del mese dopo.

Da molti anni proponiamo questo momento di preghiera e riflessione in diverse città: lo stesso don Oreste Benzi, fondatore della Comunità, teneva molto a questo appuntamento e proprio il primo novembre del 2007 era atteso per la celebrazione quando gli fu impedito di partecipare dai motivi di salute che ne causarono poi la salita al cielo.

A Forlì la preghiera del 1°novembre si qualifica come momento importante dell’impegno della Papa Giovanni XXIII in favore della vita nascente: tra le varie attività svolte, il “Servizio Famiglia e Vita” in rete con altre associazioni e con le istituzioni forlivesi (riunite in protocollo operativo) propone un sostegno di tipo relazionale, psicologico ed economico alle donne che, nonostante problemi di varia natura, vogliono proseguire la gravidanza, garantendo loro anche la possibilità di accoglienza in famiglie e case famiglia.

Inoltre APG23 promuove il diritto alla vita fin dal suo concepimento nonché il rispetto delle spoglie dei piccoli morti prima di nascere.

Sono invitati alla Messa i genitori che hanno perso il loro bambino prima della nascita evtutti coloro che hanno a cuore questi piccoli.

Sarà posta una corona di fiori bianchi sul terreno che ospita le spoglie dei bimbi, in loro memoria.

Per chi volesse informazioni o necessitasse aiuto, è disponibile il numero verde 800.035.036