A Concordia il 17 marzo per la consacrazione di mons. Livio Corazza

Il nuovo vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza, sarà consacrato durante la concelebrazione eucaristica che avverrà sabato 17 marzo, alle 10.30, nella cattedrale di Santo Stefano a Concordia Sagittaria.

Presiederà la santa messa, mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone e con lui concelebreranno, mons. Lino Pizzi, amministratore apostolico di Forlì-Bertinoro, mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova e mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna. Accanto ai vescovi celebranti siederà anche don Germano Pagliarani, il sacerdote di Forlì di più recente ordinazione che mons. Corazza ha voluto accanto in questo momento assieme al sacerdote più “giovane” della sua diocesi di provenienza.

Alla celebrazione parteciperanno oltre 100 forlivesi che entreranno della cattedrale di Concordia con i pass per accedere ai posti loro riservati. La celebrazione verrà trasmessa in diretta in Friuli e Veneto orientale sul canale 606 “Media 24” oppure canale YouTube “Media 24”, su “Prima Free” in Veneto canale 116 e 91, in Friuli 286 e a Forlì canale 213 e 668.

 

 

Mons. Livio Corazza è tornato a Forlì per incontrare la Caritas

Un’altra giornata forlivese per mons. Livio Corazza, vescovo eletto della diocesi di Forlì-Bertinoro, che giovedì 8 è tornato in città per incontrare la Caritas diocesana. Accolto in via dei Mille dal direttore, Sauro Bandi, ha incontrato gli operatori e i giovani del servizio civile della Caritas diocesana e ha visitato i locali del centro di ascolto Buon Pastore, del centro diurno e della seconda accoglienza.

Dopo il pranzo alla mensa del centro di ascolto mons. Corazza ha visitato in via Lunga l’Emporio della Solidarietà e l’adiacente Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, la mensa e i locali della prima accoglienza nella parrocchia di Santa Maria del Fiore e la Capanna di Betlemme a Borgo Sisa.

Prima della visita alla Caritas mons. Corazza ha incontrato mons. Pizzi in Vescovado, dove ha ricevuto anche il saluto del sindaco di Forlì, Davide Drei.

 

La prima visita

Prima visita a Forlì del nuovo vescovo mons. Livio Corazza che martedì 30 gennaio è venuto in città, accolto in vescovado da mons. Lino Pizzi, con il quale si è intrattenuto a colloquio privato. Lo accompagnavano anche alcuni familiari che hanno visitato l’appartamento episcopale dove il nuovo vescovo andrà a risiedere.

Poi mons. Corazza ha visitato la Cattedrale, ha pregato nella cappella della Madonna del Fuoco e ha salutato il card. Edoardo Menichelli, predicatore della novena.

Ritornato in vescovado mons. Corazza ha incontrato il vicario generale, mons. Pietro Fabbri, i vicari episcopali, i responsabili degli Uffici pastorali, delle associazioni e degli organismi diocesani.

Poi trasferimento in seminario per il pranzo e ultima tappa a Bertinoro per la visita alla Casa della Carità e al Museo interreligioso

 

“Prima di tutto voglio ascoltare”

Pubblichiamo la prima intervista a mons. Livio Corazza, nuovo vescovo di Forlì-Bertinoro che martedì 30 gennaio ha visitato la nuova diocesi e ha incontrato in Vescovado il suo predecessore, mons. Lino Pizzi, il vicario generale, mons. Pietro Fabbri e i responsabili degli Uffici pastorali.

Come ha appreso della nomina e quali sentimenti ha provato?

Non molti giorni fa, il Nunzio per l’Italia mi ha consegnato a mano la lettera con la quale venivo informato che il Papa mi aveva nominato Vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro. Di primo acchito ho avvertito la mia inadeguatezza davanti a questa proposta e sono stato tentato di respingerla. Poi, riflettendoci, non me la sono sentita di dire di no a papa Francesco. E, come ho fatto altre volte, mi sono fidato di chi mi assegnava un incarico. E’ successo altre volte e ho constatato che il Signore non mi lasciava solo di fronte a nuove missioni. Sono certo che avverrà anche questa volta. In Te, Domine, speravi.

Da parroco a vescovo: un bel salto di responsabilità....

Non è facile oggi fare i parroci e tanto meno i vescovi. Come non è stato facile dirigere una Caritas diocesana, nel pieno della guerra nella ex-Jugoslavia, o quando si è dovuto affrontare gli inizi del fenomeno migratorio, con i problemi di accoglienza e di integrazione che diventavano sempre più lancinanti. Non è stato facile aprire le Caritas diocesane alla dimensione europea e internazionale. Certo, una diocesi mi mette davanti a responsabilità nuove ed inedite. Fare i vescovi è un po’come fare i genitori oggi: non ci sono modelli del passato da applicare tali e quali al presente e in tutte le situazioni. Per questo motivo ritengo che occorra sempre e prima di tutto ascoltare. E’ quello che cercherò di fare.

Pastore, padre, maestro, guida: come definire oggi il compito del vescovo?

Ricordando che il Vangelo al proposito è chiaro: tutti questi ruoli non possono essere in qualche modo usurpati. Sarebbe un errore terribile. Solo Dio è Padre, e solo il Cristo è nostro Maestro, Pastore e Guida. Ognuno di noi è prima di tutto un figlio, un fratello, un discepolo. Per me, dunque, fare da padre significa obbedire, con le parole e i gesti, a colui che è Padre oltre ogni misura e immaginazione. Essere pastore vuol dire difendere i più deboli, tenere unito il gregge, fare in modo che chi è tentato di fare fughe in avanti aspetti chi fatica e accompagnare chi ha bisogno di aiuto; accettare di fare da maestro esige che insegni più con l’esempio che con le parole; guidare, conduce a guardare avanti e lontano, ad alzare lo sguardo tenendo i piedi per terra. Non parto dal nulla: vengo accolto da una Chiesa locale che ha un passato ricco di fede e di carità, esempi illustri e sempre attuali di santità. Mi impegnerò dunque a riconoscere quello che lo Spirito continua a disseminare come doni e carismi preziosi. Il vescovo è come un allenatore: deve cercare di mettere gli uomini al posto giusto e proporre una strategia. Incoraggiare e fare squadra. Ed essere pronto ad accettare le sorprese che Dio ci riserva.

Qual è oggi per lei l'emergenza pastorale più urgente?

La trasmissione della fede ai giovani costituisce una sfida decisiva. Assieme a me tutti i cristiani adulti sono chiamati a vivere la fede in modo autentico. Solo a questa condizione troveremo linguaggi che la rendano attraente anche per le giovani generazioni, che potranno considerarla come una risorsa importante per realizzarsi personalmente ed essere felici, attraverso un’esistenza buona e bella, secondo il Vangelo. La trasmissione della fede, naturalmente, è compito di tutti i battezzati, non solo dei preti o dei catechisti.

Ci sono persone che hanno lasciato un segno particolare nella sua formazione?

Se, come dice un proverbio, per educare un bambino ci vuole un villaggio per educare un sacerdote e un vescovo ci vuole … un popolo. A partire dalla famiglia, passando per il Seminario (educatori e professori, alcuni molto significativi) e le parrocchie della mia infanzia e giovinezza, le parrocchie dove ho svolto un servizio e la Caritas. Sono stato 20 anni in Caritas, una scuola di vita, e ricordo in particolare mons. Nervo e mons. Pasini, importantissimi. E poi Enzo Bianchi, che ho ascoltato fin dagli anni settanta, quando veniva alla Casa dello Studente a Pordenone, a tenere le sue appassionate meditazioni, padre Visentin, per la liturgia, mons. Sartori, per l’ecumenismo. Ho letto molto del card. Martini… Insomma, tanti. Sono stato fortunato.

Nel suo saluto ha ricordato la venerabile Benedetta Bianchi Porro. La nostra Chiesa vanta molte figure di santi e testimoni. Ne conosce qualcuna?

Non nego che, come oramai facciamo tutti, ho consultato subito il sito diocesano e altre pubblicazioni ed ho visto davvero un bel numero di santi, beati, venerabili e testimoni. Da conoscere e da fare conoscere. Ho conosciuto (non personalmente) soprattutto uno di questi testimoni, Annalena Tonelli. Una grande figura di donna, credo che sia davvero una martire-testimone per come è vissuta e non solo per come è morta. E Benedetta Bianchi Porro, attraverso l’amico don Andrea Vena (ndr della diocesi di Concordia-Pordenone) che ha studiato la sua vita…

Lei ha anche un fratello prete: come vede il problema della diminuzione dei sacerdoti che colpisce anche la diocesi di Forlì-Bertinoro?

Nelle famiglie numerose era più facile incoraggiare i figli ad andare sacerdoti. Due fratelli preti in una famiglia è un evento rarissimo oggi. La diminuzione del numero dei sacerdoti, penso, sia un problema che dobbiamo affrontare insieme, a partire dalle famiglie.

E con il coinvolgimento dei sacerdoti e diaconi: se siamo generosi, contenti e uniti, se viviamo in modo fraterno e solidale, al di là delle diverse sensibilità e strategie, potremo fare breccia sui giovani… E poi, quello che conta, è la preghiera. Vedo che nella diocesi non mancano monasteri di vita contemplativa (vere centrali di fede): preghiamo per le vocazioni sacerdotali e religiose (ma anche per tutte le vocazioni, a partire da quella al matrimonio). Le comunità hanno bisogno di preti e di preti santi.

Forlì ha in comune con Pordenone la presenza della Elettrolux: come vede oggi la realtà sociale ed economica?

Purtroppo abbiamo spesso dimostrato di essere impreparati davanti alle trasformazioni epocali che hanno caratterizzato la fine del XX° secolo e l’inizio di questo secolo, sia in ambito economico che finanziario. Per questo siamo stati travolti da crisi impreviste e di grandi dimensioni.

La nostra dignità e la nostra sicurezza, la possibilità di scelte durature e l’assunzione di responsabilità familiari passano attraverso il lavoro, un lavoro che, certo, è conquista e opportunità, ma anche un diritto e una garanzia. Rispetto agli anni passati, prima della crisi, sembra che ora tutto sia più precario e instabile. Basti una crisi in America o in Asia e da noi si chiudono le fabbriche. Questa incertezza è cattiva consigliera. Induce a leggere la realtà senza coglierne la complessità, gli aspetti positivi e quelli problematici, porta a trovare i capri espiatori (vedi i profughi), rende succubi dei mal di pancia, delle percezioni superficiali.

Il Papa ci invita ad una Chiesa in uscita. Secondo lei, che è anche giornalista, quale ruolo possono avere le comunicazioni sociali?

La comunicazione sociale ha un ruolo decisivo. Per la formazione di una coscienza e di un agire sociale ed anche ecclesiale, la verità e la completezza dell’informazione risultano di primaria importanza. Nel mare delle informazioni, diventa comunque imperativo educare al discernimento.

Conosce già la terra di Romagna? Sa che tra le nostre specialità culinarie ci sono gli “strozzapreti”?

Certo. Purtroppo dovevo mettermi a dieta da tempo, anche se sarà difficile qui in Romagna!

Ha qualche hobby? E’ sportivo? Tifa per una squadra in particolare?

Ho giocato a pallone fino a qualche anno fa, quando era ancora possibile non confondermi con il pallone! Ho smesso dopo aver segnato un goal nella squadra dei preti contro i politici. Volevo finire in bellezza. Tifo per la Juve, ma so essere critico se gioca male.

a cura di Giovanni Amati

 

 

L'annuncio della nomina

Mons. Livio Corazza è il nuovo vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro.

L’annuncio è stato dato a Forlì dal vescovo dimissionario, mons. Lino Pizzi, alle 12.03 in Cattedrale e contemporaneamente è stato reso noto nella diocesi di Concordia-Pordenone e nella sala stampa vaticana a Roma.

Sacerdoti, responsabili delle associazioni e dei movimenti ecclesiali, i membri del Consiglio pastorale diocesano presenti in Cattedrale, già solennemente allestita per l’inizio della novena di preghiera alla Madonna del Fuoco, la patrona di Forlì, che inizia il 24 gennaio, hanno accolto con un lungo applauso l’annuncio mentre suonavano a festa le campane del Duomo.

Il nuovo vescovo è nato a Pordenone il 26 novembre 1953, è stato ordinato sacerdote il 21 giugno 1981, ha ricoperto diversi incarichi diocesani e attualmente era parroco della Cattedrale di Concordia.

Dopo l’annuncio della nomina mons. Pizzi ha dato lettura della sua nomina come amministratore apostolico di Forlì-Bertinoro fino all’ingresso del nuovo vescovo e ha letto il suo messaggio che ha inviato a mons. Corazza: “Ti accogliamo con gioia e con grande fiducia e trepidazione, mentre fin d’ora ti accompagniamo con la preghiera perché lo Spirito santo ti illumini, ti guidi e ti sostenga nella nuova missione di pastore e maestro”.

Mons. Corazza è il 77° vescovo della diocesi di Forlì, 73° della diocesi di Bertinoro e dopo l’unificazione avvenuta nel 1986 quarto vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro dopo mons. Giovanni Proni, mons. Vincenzo Zarri e mons. Lino Pizzi.

Restano ora da stabilire le date della consacrazione episcopale e dell’ingresso a Forlì del nuovo vescovo.

Mons. Pizzi resterà in carica come amministratore della diocesi fino all’ingresso di mons. Corazza, poi già annunciato da lui stesso tornerà a Modena, come collaboratore nella sua parrocchia d’origine a Rivara di San Felice sul Panaro.

 

Dopo l’annuncio della nomina di mons. Livio Corazza a vescovo di Forlì-Bertinoro sono state definite anche le date della sua consacrazione episcopale e dell’ingresso a Forlì:

sabato 17 marzo 2018 alle 10.30 nella cattedrale di Concordia consacrazione episcopale di mons. Livio Corazza;

domenica 22 aprile alle 16 ingresso di mons. Corazza nella diocesi di Forlì-Bertinoro;

la diocesi saluterà e ringrazierà mons. Lino Pizzi nella messa che sarà celebrata sabato 7 aprile alle 17 nella Cattedrale di Forlì.

 

Il primo messaggio alla diocesi

Mons. Corazza ha inviato a mons. Lino Pizzi il suo primo messaggio alla diocesi di Forlì-Bertinoro che sarà letto domenica 28 gennaio durante le sante messe e che pubblichiamo di seguito

Carissimi fratelli e sorelle delle chiese di Forlì-Bertinoro,

è con fiducia e timore che mi presento a voi per la prima volta. So quanto sia importante la prima volta, tanti amori nascono o naufragano al primo sguardo. Ma so anche che conta presentarsi per ciò che si è, ed è così che vengo tra voi, con i miei pregi e i miei difetti, contando nella vostra comprensione per accettare gli uni e per smussare gli altri.

Un pensiero grato a Papa Francesco, che ringrazio di cuore per la fiducia che mi ha accordato.

Mi permetto di stringere in un abbraccio fraterno il vescovo Lino, per la pazienza che avrà nell’accogliermi e accompagnarmi nei miei primi passi; un festoso abbraccio a tutti i fedeli laici, uniti dal comune battesimo, un particolare saluto va ai miei confratelli presbiteri e ai diaconi, ai fratelli e alle sorelle della vita consacrata, agli animatori pastorali con i quali collaborerò impegnandomi soprattutto nel dialogo aperto e sincero.

Un saluto cordiale e gioioso a tutti i cittadini di Forlì – Bertinoro, ai ragazzi, agli anziani, alle famiglie e alle associazioni di volontariato, alle istituzioni, ai credenti e ai non credenti. Sono disponibile ad ascoltare ed incontrare tutti, nella gioia del comune impegno per costruire relazioni sincere e promettenti, che ci facciano crescere nella comunione e nella solidarietà. In questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani voglio sentirmi unito ai fratelli e sorelle di tutte le confessioni cristiane e di altre espressioni religiose.

Vengo da una cittadina un po' distante da voi, siete per me una chiesa nuova che comunque, grazie al mio precedente impegno in Caritas, ho avuto modo di apprezzare soprattutto per l’impegno e la testimonianza della carità. L’amore verso i poveri e gli ultimi è ciò che ci avvicina di più a Dio.

Non vi nascondo che vivo questi giorni passando dall’attesa del nostro primo incontro alla preoccupazione per l’impegno che mi attende e il sentimento di inadeguatezza che sento molto forte, dalla fiducia verso chi mi ha scelto, al dispiacere per la bella realtà che lascio. Affido tutto al Signore, che saprà volgere al bene di tutti le nostre storie.

Spesso, nel corso della mia vita, mi veniva in mente il versetto 5, del salmo 71: In te Domine speravi, “In te Signore ho posto la mia speranza”. Le difficoltà e le sfide non mancano in terra forlivese come ovunque nel mondo, ma se siamo uniti al Signore e fra di noi, sull’esempio di Maria, Madre di Dio e prima discepola del Signore Gesù, le sapremo affrontare con coraggio, fiducia e speranza.

Nell’attesa di incontrarci, prego per voi e voi pregate per me. Vi benedico di cuore!

Concordia Sagittaria, 23 gennaio 2018,

nel ricordo della Venerabile Benedetta Bianchi Porro.

 

Scheda biografica del nuovo vescovo

Mons. Livio Corazza è nato a Pordenone il 26 novembre 1953 da una famiglia di sane radici cristiane.

Dopo aver compiuto gli studi classici presso il Seminario vescovile, ha proseguito i corsi di Filosofia e Teologia presso lo Studio Teologico dello stesso Seminario. In seguito ha frequentato i corsi dell'allora Istituto Regionale di Pastorale e di Liturgia pastorale presso S. Giustina di Padova.

E' stato ordinato sacerdote il 21 giugno 1981.

Il Rev.mo Mons. Livio Corazza ha ricoperto i seguenti incarichi

vicario parrocchiale presso il Duomo di S. Giorgio di Porcia (1981-1985)

vicario parrocchiale di S. Nicolò in Fiume Veneto (1985-2007)

Direttore della Caritas diocesana (1992-2007)

Responsabile nella cura dei rapporti con le Caritas europee per la Caritas italiana (2007-2012)

Parroco del Duomo di Santo Stefano Protomartire in Concordia, di San Pio X in Teson e San Giuseppe operaio in Sindacale (2012 ad oggi).

All'inizio del suo ministero è stato Assistente provinciale dell'AGESCI, veniva poi nominato Direttore dell'Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e incaricato per la Pastorale del mondo del lavoro (1990-2000) e Delegato diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro (2003-2007).

E stato inoltre assistente ecclesiastico della Consulta delle aggregazioni laicali (1999-2001) e segretario generale della Curia vescovile (1999-2001).

Dal 2000 al 2007, infine, è stato Direttore dell'Ufficio diocesano dei Migranti e degli Itineranti. E’ canonico onorario durante munere del Capitolo della Cattedrale di Concordia.

 

Il messaggio di saluto di mons. Lino Pizzi al nuovo vescovo

A Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Livio Corazza.

Eccellenza Reverendissima e Confratello carissimo, non ci conosciamo ancora, ma già ci unisce un grande evento. Con molto piacere ho appreso e comunicato ai Presbiteri e ai Laici della Diocesi di Forlì-Bertinoro la tua elezione alla guida di questa Chiesa. Siamo grati al Signore che non abbandona il suo gregge e non lascia mancare il Pastore alla sua Chiesa; siamo grati al Santo Padre Papa Francesco perché ti ha chiamato a far parte del Collegio dei Vescovi, successori degli Apostoli, e ad essere Pastore della Chiesa di Forlì-Bertinoro. Ti accogliamo con gioia e con grande fiducia e trepidazione, mentre fin d'ora ti accompagniamo con la preghiera perché lo Spirito Santo ti illumini, ti guidi e ti sostenga nella nuova missione di Pastore e Maestro.

Affidiamo il tuo ministero episcopale alla materna protezione della Beata Vergine Maria, nostra Patrona, qui venerata solennemente sotto il titolo di Madonna del Fuoco (4 febbraio) e Madonna del Lago (1° domenica di maggio).

II Santo Padre mi ha nominato Amministratore Apostolico di questa diocesi da oggi fino alla tua presa di possesso. Pertanto sarà necessario, appena ti sarà possibile, accordarci per la data della tua Ordinazione Episcopale e per il tuo ingresso a Farli; inoltre sarà opportuna una tua visita al vescovado, per potere provvedere, prima del tuo insediamento, quanto sarà conveniente approntare. Rinnovandoti i più calorosi rallegramenti e i più fervidi Auguri, ti saluto fraternamente anche a nome di tutti i Presbiteri e Laici di questo Popolo Santo di Dio.

+ Mons. Lino Pizzi

Galleria immagini:



VEDI ANCHE: