La professione temporanea di Rossella Corsi il 2 giugno in Cattedrale

Rossella Corsi, originaria di Forlì, sabato 2 giugno farà la professione temporanea nelle suore Passioniste di San Paolo della Croce durante la messa che il vescovo mons. Livio Corazza presiederà alle 11.30 in Cattedrale.

“Sono figlia di questa diocesi - racconta Rossella - qui sono nata il 24 luglio 1981. Ho abitato sempre nella zona di Forlì e per quindici anni ho frequentato varie parrocchie e gruppi di preghiera, ma senza legarmi a qualcosa di specifico. Solamente negli quattro anni prima di entrare fra le suore Passioniste di San Paolo della Croce, mi sono legata alla spiritualità mariana frequentando l’Opera Nostra Signore di Fatima e la comunità dei Servi del Cuore Immacolato di Maria a Vecchiazzano. Come formazione professionale, sono operatore socio-sanitario, ho lavorato tanti anni con gli anziani, un lavoro che ha avuto una grande influenza sulla mia vocazione”.

Rossella racconta come è nata la sua chiamata: “La prima volta che il Signore mi aveva messo nel cuore il desiderio di consacrarmi a Lui avevo 22 anni, ma i suoi tempi non sono i nostri. Ad un certo punto nella mia vita, ho percepito dentro di me la voglia di libertà ed ero sempre alla ricerca di un luogo dove fare nido, un’abitazione nella quale potevo essere me stessa. Ma ogni posto in cui mi recavo, non mi sentivo a mio agio, quasi come se mi sentissi soffocare e avevo sempre voglia di scappare, andare altrove, ma dove?”.

Poi ad un certo punto l’incontro con le suore Passioniste: “Ero una persona abbastanza inquieta, avevo una croce e un dolore che portavo dentro senza capire esattamente il perché e così sono cresciuta con questo peso. Nella mia ricerca c’era la domanda chi sono io e nel suo amore ho trovato risposta: un niente ma creata da Dio, uscita dal suo amore e plasmata nel seno di mia madre. Lui mi ha amata per prima, e io, contemplando il suo volto che soffriva per me e con me, ho imparato ad amarLo ed insieme a Lui, la mia storia. E così, come Maria ai piedi della croce, ho incominciato a vivere tutto come dono. Rileggendo la mia storia, riesco a vedere che la croce e la misericordia di Dio mi sono sempre stato di fianco, accompagnandomi lungo il cammino della vita. Se ogni persone potesse scoprire la bellezza della sua persona…insomma, questa è la vocazione, scoprirci come Figli di Dio”.