(Da destra) Elena Pulitini, Angela Fabbri e alcuni collaboratori del Centro di aiuto alla vita

Centro di aiuto alla vita: passaggio di consegne alla casa di accoglienza La Tenda

Dall’1 luglio 2019 Angela Fabbri ha lasciato, dopo 33 anni, la responsabilità della casa di accoglienza “La Tenda” del Centro di aiuto alla vita di via Lazzarini.

Alla guida della casa, che oggi accoglie tre mamme e 9 bambini, è subentrata una famiglia, Sergio Antonello e sua moglie Elena Pulitini, della Comunità Papa Giovanni XXIII.

E’ un’altra tappa importante di questa opera: nel 1981 era nato il Movimento per la vita, di cui oggi è presidente il dott. Giorgio Cicchetti, nel 1986 fu aperta La Tenda nel 1991 il Centro di aiuto alla vita, mentre nel 2003 è stata inaugurata l’attuale sede in Via Lazzarini. La Tenda è solo uno dei servizi offerti dal centro di aiuto alla vita che nel 2018 ha aiutato 227 donne (209 straniere e 18 italiane) per problemi relazionali, di natura economica e per la ricerca di casa e lavoro. Grazie a questi aiuti nel corso del 2018 sono nati 47 bambini, di cui 7 salvati dall’aborto. E nel primo semestre 2019 altre 5 mamme hanno deciso di tenere il loro bambino dopo aver pensato all’aborto. Il centro continua anche la scuola per le mamme e le adozioni del progetto Gemma per aiutare le famiglie in difficoltà che hanno un neonato.

“La cosa più bella di questi 33 anni - racconta Angela che continua comunque la sua opera in via Lazzarini come presidente del Centro di aiuto alla vita - è stato vedere mamme e bambini che ritrovano la serenità, riprendono la loro vita e continuano il rapporto con noi manifestandoci la loro gratitudine”.

Una mamma ad esempio scrive ad Angela: “Carissima, ti scrivo per ringraziarti infinitamente di essere amica mia e della mia famiglia. Quando sono arrivata in Italia ero molto triste, perché mi mancava molto mia madre, ma quando ti ho conosciuta ho sentito di avere una mamma. Ogni volta che ti chiedo aiuto tu mi rispondi e il tuo aiuto per noi è davvero importante. Quando penso che ci sei mi sento più tranquilla e serena. Quando arrivai a Forlì piangevo sempre e mi sentivo persa con due bambine piccole e senza mio marito. Solo dopo mi sono resa conto di tutto ciò che stavo imparando con voi: la cultura italiana e la lingua. La vostra disponibilità e pazienza hanno fatto sì che mi fidassi di voi…Ti mando un abbraccio non vedo l’ora di rivederti! Ti aspetto a braccia aperte, sappi che sono sempre molto felice quando so che verrai a trovarmi”.

E un bambino racconta con stupore del suo incontro con la casa di accoglienza e con la famiglia affidataria e conclude: “Mi sono reso conto che Angela che mi ha accolto mi ha salvato la vita”.

Maria Depalma

(da il Momento 29/2019)