Si fa festa il 5 maggio al santuario della Madonna del Lago patrona di Bertinoro

Festa solenne domenica 5 maggio al santuario della Madonna del Lago, patrona della città di Bertinoro e, assieme alla Madonna del Fuoco, della diocesi di Forlì-Bertinoro. Durante la giornata messe alle 6, celebrata dal parroco mons. Elvezio Pagliacci, alle 7, con pellegrinaggio delle parrocchie di Bertinoro, alle 9, animata dalla corale polifonica “Malatestiana” di Cesena e presieduta dal vescovo, mons. Livio Corazza, che amministrerà anche il sacramento della cresima. Alle 11 messa con pellegrinaggio della parrocchia di Fratta Terme, nel pomeriggio rosario alle 15.30 e messa conclusiva alle 17.30.

Ricco anche il programma di animazione con giochi, momenti conviviali e pesca di beneficenza. Il santuario resterà aperto fino alle 20.

In preparazione alla festa, sabato 4, alle 15.00, fiorita alla Madonna e benedizione dei bambini e alle 20 rosario e messa prefestiva.

Nel santuario della Madonna del Lago si venera l’immagine, di stile orientale, dipinta su tela e aderente ad una tavola di legno che, secondo la tradizione, fu tratta in salvo nell’VIII secolo durante la lotta iconoclasta. Portata all’abbazia di Santa Maria d’Urano, a Bertinoro, scomparve ripetutamente per ricomparire sempre vicino al lago dove poi fu edificato il santuario. L’immagine rappresenta la Madonna in trono con il bambino Gesù e misura oltre un metro di altezza ma di essa è visibile solo la parte superiore perché quella inferiore è coperta da una lamina d’argento, opera artigianale del 1741.

Varie volte, la prima nel 1636, l’immagine della Madonna fu portata solennemente nella Cattedrale di Bertinoro e ancora oggi in occasione della festa si ripetono i pellegrinaggi, si canta l’inno che inizia con le parole “Dal fulgido oriente…” di cui scrisse parole e musica mons. Piersante Borghesi nel 1941 e all’esterno del santuario si trovano le bancarelle con i tradizionali cedri. Fino all’inizio del 1800 i monaci Camaldolesi ebbero il possesso della chiesa che passò poi al clero diocesano e nel 1884 ai missionari del Preziosissimo Sangue di San Gaspare del Bufalo che la ressero fino al 1938. Il 3 giugno 1857 il santuario ebbe anche il privilegio della visita di papa Pio IX durante il suo viaggio nello Stato Pontificio. Nel 1705 l’immagine venne solennemente incoronata per concessione del Capitolo Vaticano e nel 1793 la Sacra Congregazione dei Riti le convalidò il titolo di principale patrona della città di Bertinoro ampliato nel 1935 a tutta la diocesi.