6 novembre 2016: a San Mercuriale incontro per i giovani e messa nel 64 anniversraio della morte di don Pippo

In occasione del 64° anniversario della morte di mons. Giuseppe Prati, il familiare don Pippo il “santo” dei forlivesi, avvenuta il 9 novembre 1952, l’Opera don Pippo e il settimanale diocesano il Momento lo ricordano domenica 6 novembre nella basilica di San Mercuriale con due appuntamenti.

Alle 18.15 don Giovanni Amati, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, presenterà ai giovani la figura e la testimonianza di don Pippo e alle 19 seguirà la concelebrazione eucaristica presieduta da don Enrico Casadio parroco di San Mercuriale, animata dal coro Città di Forlì diretto dal M° Nella Servadei Cioja.

La preghiera si concluderà con l'omaggio alla tomba di don Pippo che dal 1957 è sepolto in basilica nella cappella Ferri.

Ricordare questo illustre sacerdote, educatore, musicista, giornalista e comunicatore, padre e maestro di intere generazioni di forlivesi è particolarmente significativo a conclusione dell’Anno Santo della Misericordia e all’inizio del biennio pastorale che la diocesi dedica alla presenza sociale dei cattolici. Don Pippo, che educò sempre a vivere la fede non solo nella Chiesa, ma anche nella cultura, nell’educazione, nella vita sociale e politica, insegnava: “La fede deve pervadere tutta la vita e non può essere esclusa da alcun aspetto della vita stessa”. Ed esortava i giovani: “Io mi domando come mai sono così presi da senso di scontentezza e di sfiducia?...Date un orizzonte grande alla vita e tutto trova ragione”

Così don Pippo, affermava il suo discepolo don Francesco Ricci, fu educatore: “capace cioè di guidare altri nel cammino della costruzione di una nuova umanità. Gli altri, soprattutto i giovani. Con quel suo instancabile desiderio di generare una razza di uomini diversi, di uomini nuovi".

 

Il saluto di don Giovanni Amati direttore dell'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali all'inizio della messa

Siamo qui non per onorare un morto ma per imparare ancora da don Pippo, dalla testimonianza di sacerdote, educatore, maestro di vita e di fede, giornalista, comunicatore e musicista.

Ringraziamo il settimanale diocesano il Momento e l’Opera don Pippo che ci invitano nuovamente a questo appuntamento ormai al termine dell’Anno Santo straordinario della Misericordia e in questo primo anno pastorale che la diocesi dedica alla presenza dei cristiani nella società.

E don Pippo presente lo fu, con il suo volto, con il suo sguardo, con la sua amicizia, nella vita delle persone innanzitutto, i giovani, i seminaristi e poi i suoi parrocchiani, ma anche nella vita della città, nella cultura, nella società e nella politica, stimato e amato da tutti.

E a questo proposito su tre cose in particolare, pur nella situazione diversa, don Pippo può esserci ancora maestro.

Prima di tutto: è la persona che fa la differenza, non i simboli o le idee. Meglio ancora le idee incarnate nella persona.

Secondo un uomo presente sente il bisogno di comunicare la verità che lo sostiene: per questo don Pippo fondò il Momento, scrisse, tenne conferenze, compose musica e allestì spettacoli teatrali coinvolgendo nella sua passione i giovani di cui fu educatore e maestro: “Egli sapeva scrivere bene - testimoniò uno dei suoi discepoli, don Francesco Ricci come lui grande comunicatore ed educatore - sapeva anche il segreto perché il giornale parlasse al cuore degli amici e degli avversari”.

Terzo aspetto che caratterizza una vera presenza è la libertà che don Pippo rivendicò contro tutti i poteri, politici, culturali ed anche ecclesiastici per poter svolgere la sua opera educativa e comunicativa.

Scriveva nel 1946 riprendendo in mano la guida del Momento: “Questa nostra spirituale e materiale indipendenza per cui non siamo mai stati agganciati ad alcuna greppia né abbiamo goduto di facili ed abbondanti propine è la nostra più vera gloria e la garanzia per chi legge della nostra sincerità”.

Sessantaquattro anni sono passati dalla sua morte, altri 5 direttori si sono succeduti alla guida del Momento e all’inizio del 2017 entrerà in carica il settimo, nel 2019 celebreremo i 100 di fondazione del Momento. La storia continua, stiamo ora lavorando per un nuovo progetto integrato per le comunicazioni in diocesi.

Mentre ricordiamo don Pippo chiediamo che ci accompagni in questo cammino alla scoperta e alla comunicazione della verità.

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