Federico con la moglie Monica e i figli Piero (a destra) e Michele

Con l'ordinazione di Federico Tampellini sono 12 i diaconi permanenti

Federico Tampellini, della parrocchia di San Lorenzo in Noceto e in servizio da alcuni anni a San Mercuriale sarà ordinato diacono permanente durante la messa che il vescovo, mons. Lino Pizzi, presiederà sabato 20 maggio, alle 18.30, in Cattedrale. Imprenditore agricolo Federico è sposato dal 1985 con Monica Sternini e padre di Piero e Michele.

In vista della ordinazione diaconale lo abbiamo intervistato.

Come è arrivato alla decisione del diaconato permanente?

È stata una chiamata a cui non ho potuto sottrarmi, nonostante il timore per la fatica che sapevo avrei dovuto affrontare. Fin dalle mie esperienze giovanili ho imparato che se veramente ti interessa qualcosa, allora ci devi stare dentro completamente. L’incontro con Gesù mi interessa davvero e per me stare dentro a questo avvenimento è coinvolgermi nella Sua Chiesa il più possibile.

Qual'è stato il suo percorso di formazione?

Ho iniziato dalla parrocchia della SS. Trinità, poi l’esperienza di Comunione e Liberazione mi ha fatto conoscere un volto e l’esistenza di un popolo di Dio in cammino. Poi tanti incontri che come in un sentiero sono le pietre che mi hanno indicano la direzione giusta. Quindi la lunga militanza a sostegno della scuola cattolica ed il decisivo incontro con don Franco Zaghini quando era parroco a San Lorenzo in Noceto e la comunità del Buon Pastore che mi hanno aperto alla diocesanità.

E le tappe di preparazione al diaconato?

Il cammino al diaconato è stato lungo, complesso e faticoso, almeno per me che ho una famiglia ed un lavoro che già mi assorbono tanto. Ho impiegato quattro anni a completare il curriculum di studi all’Istituto superiore di scienze religiose. Nel frattempo sono andato a servizio per due anni nell’unità pastorale di Villanova-Cava-Villagrappa-Petrignone-Castiglione. Il cammino formativo comprende inoltre tutti gli incontri della comunità diaconale e le iniziative di carattere diocesano. Vanno fatti tutti i gradini, ammissione al cammino, lettorato, candidatura al sacramento dell’Ordine, accolitato, ordinazione. E poi in parrocchia c’è sempre qualcosa da fare…

Come sta vivendo questi giorni prima dell’ordinazione?

All’ordinazione arrivo esausto, ma sereno e tranquillo perché la preparazione si è realizzata soprattutto lungo tutti questi anni. Farò in questo periodo due giorni di ritiro assieme a mia moglie Monica dalle Suore Clarisse in San Biagio. Prima dell’ordinazione ci sarà una veglia di preghiera della comunità dell’unità pastorale Centro Storico per il mio diaconato.

Dove svolgerà il suo servizio come diacono?

Dopo l’ordinazione il Vescovo mi darà il mandato. Sono pronto a servire la Chiesa di Cristo dove sarò utile. Almeno fino ad allora rimarrò a servizio dell’unità pastorale Centro Storico.