Dal 21 novembre all'8 dicembre torna la Colletta alimentare per i poveri

“Cambia la forma, non la sostanza”: è lo slogan scelto dalla Fondazione Banco Alimentare che anche quest’anno organizza sabato 28 novembre la colletta alimentare. Il permanere del covid non permette di fare la Colletta nella modalità solita che si svolgerà quest’anno in una modalità “dematerializzata”. All’ingresso dei supermercati le persone saranno invitate non ad acquistare generi alimentari, ma delle card (2, 5 o 10 euro), disponibili alle casse dei supermercati e corrispondenti a quantità di un paniere di prodotti. Successivamente il valore di queste card verrà trasformato in cibo e consegnato alle sedi di tutti i Banchi Alimentari. I volontari con le pettorine gialle saranno presenti davanti ai supermercati solo sabato 28 novembre, ma la Colletta durerà dal 21 novembre all’8 dicembre e sarà possibile acquistare le card anche sul sito www.collettaalimentare.it. Non ci sarà quindi passaggio di mano in mano di confezioni di cibo, né distribuzione di volantini o sacchetti per la raccolta. Verrà anche meno la necessità dei trasporti, l’impiego di mezzi, la necessità di impiego di volontari per lo stoccaggio in appositi magazzini temporanei, etc. etc., tutte occasioni di possibili contatti e contagi.

“La Colletta non fattibile fisicamente come sempre fatto - affermano gli organizzatori - può trasformarsi in tanti piccoli gesti giocati in prima persona: a partire dall’adesione alle iniziative che verranno proposte, dallo spiegare perché quest’anno il gesto è fatto in questo modo, al coinvolgimento di vicini di casa, compagni di scuola, colleghi di lavoro, con il passa-parola, passa-email, messaggino, etc. e questo in tutti gli ambiti in cui siamo. La comunicazione sarà quindi un elemento fondamentale di questa edizione e si cercherà di potenziarla al massimo. Il trasformare una circostanza sfavorevole in una opportunità di novità, sta solamente in noi. Come ci ha ricordato recentemente il Papa dicendo che da una crisi non si esce uguali a prima, ma si esce o migliori o peggiori, dobbiamo scegliere. E la solidarietà è una strada per uscire dalla crisi migliori”.