Domenica 10 novembre a San Mercuriale la messa in ricordo di don Pippo

Don Pippo, formatore e cercatore di verità

In occasione del 67° anniversario della morte di don Pippo, il “santo” dei forlivesi, domenica 10 novembre è stata celebrata a San Mercuriale la messa di ricordo proposta dal settimanale il Momento, dall’Opera Don Pippo e dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. La messa, presente il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, è stata presieduta da don Franco Appi, direttore del Momento, che fu fondato 100 anni fa da don Pippo, è stata concelebrata da diversi sacerdoti, tra cui don Enrico Casadio, parroco di San Mercuriale e don Giovanni Amati, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e animata dal coro San Filippo Neri, diretto dal M° Paolo Bacca.

“Il 9 novembre, anniversario della morte di don Pippo sacerdote, educatore, musicista, giornalista e comunicatore, padre e maestro di intere generazioni di forlivesi – ha detto don Amati nel suo saluto - avviene quest’anno in concomitanza di altri importanti anniversari come il trentennale della caduta del muro di Berlino, a poche settimane dalla beatificazione di Benedetta Bianchi Porro. Questa è la santità di don Pippo, di carne e di fede come diceva di lui il suo discepolo don Francesco Ricci”.

“Certamente don Pippo è stato un formatore - ha detto don Appi nell’omelia - e ha voluto formare uomini che fossero presenti nella società, che incidessero nella pubblica opinione, uomini cercatori di verità. Per cercare la verità dobbiamo liberarci dalla ideologia che ci impedisce di dialogare, di essere trasparenti, di aprirci al mistero. Noi infatti non possediamo la verità che è più grande di noi, ed è proprio per questo che non finiamo mai di conoscerla e possiamo continuamente cercarla”.

 

 

Mons. Giuseppe Prati, il familiare don Pippo, il “santo” dei forlivesi, sarà ricordato domenica 10 novembre, a San Mercuriale nel 67° anniversario della morte. Alle 19 don Franco Appi, direttore de il Momento, il settimanale fondato da don Pippo 100 anni fa, presiederà la messa, proposta dall’Opera don Pippo, dal Momento e dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, si concluderà con l'omaggio e la preghiera alla tomba di don Pippo nella cappella Ferri. Anniversario ancora più significativo perché avviene nel trentennale della caduta del muro di Berlino e nel 75° della liberazione di Forlì.

Nato il 4 novembre 1885, ordinato sacerdote il 13 giugno 1908, don Pippo fu dapprima cappellano dei Cappuccinini e nel 1914 assistente dell’oratorio San Luigi che con la sua presenza diventò centro propulsivo del movimento cattolico e dell'educazione di intere generazioni di forlivesi. Appassionato di teatro e di musica compose anche la melodia di “La vivida fiamma”, l'inno dedicato alla Madonna del Fuoco, Patrona di Forlì. Dal 1928 al 1936 fu padre spirituale in seminario, poi parroco di Santa Lucia e nel 1944 di San Mercuriale dove si guadagnò il titolo di “parroco della città”. Nel 1919 fondò il Momento che diresse, tra alterne vicende e con alcuni periodi di interruzione, fino al febbraio del 1952. Il giornale fu palestra per giovani come Diego Fabbri, Gino Mattarelli, Francesco Ricci che diventarono suoi collaboratori. La sera del 7 novembre 1952 don Pippo fu colto da malore e morì la mattina del 9. La notizia fece subito il giro della città e migliaia di persone accorsero per rendere omaggio al sacerdote e partecipare ai solenni funerali nella basilica di San Mercuriale. A don Pippo è intitolata l’Opera di accoglienza di via Cerchia, fondata da Elisabetta Piolanti, mamma Bettina, nel 1952 mentre nel 1992, in occasione del 40° anniversario della morte, fu intitolata al sacerdote la piazzetta accanto alla basilica di San Mercuriale per iniziativa de il Momento che a questo scopo raccolse 7023 firme.

Ricordare questo illustre sacerdote, educatore, musicista, giornalista e comunicatore, padre e maestro di intere generazioni assieme alla schiera dei testimoni di fede forlivesi: il 3 novembre 2018 è stata beatificata Madre Clelia Merloni, il 14 settembre è stata beatificata Benedetta Bianchi Porro, il 5 ottobre è stata ricordata Annalena Tonelli nel 16° anniversario della morte.

 

Quando i forlivesi portarono in trionfo don Pippo

Mons. Giuseppe Prati non partecipò all’azione bellica nella seconda guerra mondiale, ma lottò e contribuì alla libertà di tutti. Ne è segno quel che accade alla liberazione della città. Don Pippo era diventato parroco di San Mercuriale il 19 marzo 1944, negli ultimi durissimi mesi della guerra e, come sempre, era stato presente tra la sua gente aiutando, incoraggiando e dando speranza. Dopo il bombardamento del 25 agosto 1944 fu tra i primi a soccorrere i feriti e passò lunghe ore, anche nei giorni seguenti, raccogliendo in piazza Saffi, in chiesa, sui muri, i brandelli di carne umana, li mise in una cassettina e li portò al cimitero.

“Il 9 novembre - raccontava mons. Giuseppe Mangelli che era stato collaboratore di don Pippo a San Mercuriale - la liberazione giunse improvvisa. Sentimmo di primo mattino come un prolungato crepitio di mortaretti e poi, sempre più forte e vicino, il rumore confuso di voci che chiamavano don Pippo. Alcuni di noi uscirono subito fuori con lui. E allora avvenne una di quelle scene, non nuove certo (don Pippo ci aveva abituati a tutto), ma sempre commoventi e indimenticabili. Fu portato quasi in trionfo, abbracciato e baciato da numerosi cittadini, a capo dei quali era il futuro sindaco Franco Agosto, appartenenti ai più diversi partiti politici”.

“Nella piazza della città - aggiunge lo storico Dino Mariani - i partigiani e il popolo avevano acclamato don Pippo, all’inizio dell’opera di ricostruzione, come un padre e un salvatore. Nella prima riunione pubblica del Comitato di Liberazione, composto da esponenti di ogni partito si gridò ‘Viva don Pippo’ e il primo cittadino di Forlì, appartenente ad una corrente di estrema sinistra, abbracciò l’umile sacerdote che in quel momento impersonava i dolori e le gioie di tutti i cittadini ed era la persona più amata e ben voluta da tutti”.

 

 

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