Oltre mille persone hanno partecipato alla messa celebrata a Qaraqosh

Viaggio a Qaraqosh e a Mosul dove la speranza rinasce tra le rovine

Don Mauro Petrini, parroco di Meldola e don Roberto Rossi, parroco di Regina Pacis, hanno fatto recentemente un viaggio in Iraq per visitare nella piana di Ninive le comunità cristiane che nel 2014 furono costrette ad abbandonare le loro case di fronte alla minaccia dell'Isis e che da due anni stanno ritornando. Di ritorno dal viaggio abbiamo intervistato don Petrini.

Come e quando si è svolto il vostro viaggio?

Non ho potuto partecipare al pellegrinaggio organizzato dalla diocesi in Palestina e sono stato invitato da don Roberto ad accompagnarlo nel viaggio che proprio in quegli stessi giorni intendeva svolgere nella piana di Ninive per fare visita alla comunità cattolica di rito siriaco, dove operano alcuni sacerdoti, come padre Majeed Attala, che hanno studiato a Roma e che hanno avuto nella comunità di Regina Pacis un punto di riferimento, soprattutto nei periodi estivi. Siamo partiti l'8 novembre e siamo ritornati il 15 con volo da Bologna ad Istanbul e da Istanbul ad Erbil, nel Nord dell'Iraq.

Quali tappe avete fatto?

Il punto centrale è stata la città di Qaraqosh che in due anni è letteralmente risorta: ben 7.000 abitazioni sono già state recuperate e circa la metà della popolazione è ritornata ed ha ripreso la vita normale. Particolarmente toccante è stata la visita a Mosul, con le mura dell'antica Ninive e il centro cristiano in buona parte distrutto. Inoltre sono stato colpito dai bellissimi monasteri che testimoniano una storia antichissima del cristianesimo.

Qual'è la situazione di quelle comunità? Cosa possiamo fare per loro, cosa ci chiedono?

Queste comunità devono vivere una totale ricostruzione: devono ricostruire le loro case, le loro croci abbattute dalla furia dell'Isis, le loro chiese incendiate e distrutte. Devono pure ricostruire di nuovo le relazioni, il tessuto sociale, le scuole, il lavoro, i luoghi di ritrovo, di svago. La Chiesa è il grande elemento propulsivo di tutta questa rinascita. I preti, guidati dal loro Vescovo, stanno in mezzo alla loro gente, partecipano a tutte le fatiche: sono ammirevoli per la dedizione generosa ed entusiasta. E i segni sono molteplici: in quei giorni della nostra permanenza abbiamo partecipato alla festa per la conclusione di un corso di aramaico, la loro lingua antica e liturgica, abbiamo partecipato all'inaugurazione di una emittente radiofonica, la Radio Pace, abbiamo registrato la visita di una delegazione della Chiesa della Ceca, dell'Aiuto alla Chiesa che soffre. Il Vescovo e il suo segretario il 14 Novembre sono partiti per l'Ungheria, dove avevano una conferenza pubblica organizzata dallo Stato e dalla Chiesa per un aiuto consistente volto alla ricostruzione. Abbiamo registrato una volontà di ripresa, una speranza tenace meravigliosa. Sì, c'è speranza nel futuro molto più che da noi!

Galleria immagini:

  • Don mauro Petrini (a destra) e don Roberto Rossi, nella cattedrale di Qaraqosh annerita dallincendio appiccato dallIsis