I nuovi risultati sulle reliquie di San Mercuriale. L'immagine digitale del volto

Sabato 11 maggio, presso l’abbazia di San Mercuriale, sono stati presentati in anteprima nazionale i risultati della seconda fase di studio sulle reliquie di San Mercuriale, primo vescovo di Forlì.

Dopo i saluti delle autorità Mirko Traversari, antropologo fisico e paleopatologo ha illustrato le nuove scoperte rilevate sulle reliquie. “Le analisi preliminari sul DNA sono state condotte su due elementi scheletrici, uno proveniente dal cranio conservato alla SS. Trinità, il secondo sulle reliquie del corpo conservato a San Mercuriale; con il fine ultimo di associare geneticamente le reliquie. E’ possibile confermare la relazione genetica tra le reliquie conservate a San Mercuriale, con il cranio custodito alla SS Trinità.”

“Le reliquie – prosegue l’antropologo - sono state sottoposte a datazione con il metodo del radiocarbonio. La datazione emersa, colloca le reliquie entro un arco temporale che va dal II al III secolo d.C., nel rispetto delle comunque scarne indicazioni storiche sicuramente attribuibili alla figura del Santo.

E’ stata inoltre ricostruito il volto mediante tecnica digitale in 3D. Il risultato ottenuto restituisce un uomo dallo sguardo mite, con un profilo fortemente caratterizzato da un naso importante e lievemente asimmetrico, caratteristica che curiosamente ritroviamo anche su rappresentazioni di san Mercuriale, come ad esempio la tela di Baldassarre Carrari (1460-1516), fra le prime di cui disponiamo, in cui il Santo viene rappresentato con un naso caratteristico.

Il progetto di studio delle reliquie nasce grazie ad una proficua collaborazione tra ricercatori ed istituzioni. Protagonisti dell'iniziativa sono Mirko Traversari, antropologo fisico e responsabile del progetto, il gruppo Ausl Romagna Cultura, e la Diocesi di Forlì-Bertinoro, con il contributo del Lions Club Forlì-Cesena Terre di Romagna. La prima fase di studio aveva evidenziato che Mercuriale era morto entro i 50 anni, era minuto di corporature, alto non più di 1 metro e 60, aveva camminato molto. incentrata sui risultati autoptici e radiologici, è focalizzata sui progressi delle indagini genetiche tuttora in corso, ma soprattutto sulla datazione atomica delle reliquie e sulla ricostruzione digitale del volto di San Mercuriale. Un futuro terzo appuntamento, completerà il quadro delle analisi, proponendo i risultati legati alla paleodieta del Santo, alla sua mobilità e agli spostamenti in vita e al completamento degli studi genetici, che riveleranno anche la zona geografica di origine.

Galleria immagini:

  • Ricostruzione digitale del volto di San Mercuriale