Riparte il progetto "Educativa di strada": accanto ai giovani per ascoltarli e accompagnarli

Riparte il progetto di "Educativa di Strada" della Pastorale Giovanile diocesana. Nonostante le difficoltà e incertezze del momento, è importante dare continuità alla presenza degli operatori di strada a fianco dei giovani, al fine di promuovere il loro benessere e prevenire il disagio. La mappatura dei luoghi di incontro, il monitoraggio degli stessi, l'ascolto attivo e il confronto con i ragazzi sono azioni che caratterizzano l'operato dell'Educativa di Strada, soprattutto adesso si ritiene importante riattivare le azioni di monitoraggio del territorio rilevando nuovi modi di stare insieme ai giovani, raccoglierne i desideri, riflessioni, bisogni, proposte e aiutarli a tradurli in progetti.

E’ importante dare voce ai giovani e creare una comunità che possa, anche attraverso gli operatori di strada, interloquire ed interfacciarsi con loro.

Il Progetto di Educativa di Strada, già attivo nel Centro Storico, vedrà un ampliamento nei territori di Forli Ovest, in particolare nei quartieri dei Romiti e Cava, grazie all’adesione delle comunità Parrocchiali e del Tavolo di Confronto e Coordinamento di Forlì Ovest, sia al territorio dell’Unità Pastorale di Roncadello, Barisano, Malmissole, Poggio, San Giorgio, estendendosi dunque anche alle periferie della città.

Nella fase operativa, in particolare nelle uscite in strada per incontrare i giovani, saranno coinvolti i due Educatori di Strada Martina Tomasini e Samuele Leoni sotto la supervisione di Fabio Tesser, operatore di strada a Treviso da 20 anni.

L’inizio e il proseguo del progetto è stato possibile grazie all’aiuto economico della Fondazione della Cassa dei Risparmi ed oggi, al rinnovato proposito di sostenere le azioni e la strategia da parte del Comune di Forlì nelle persone degli assessori dottoressa Paola Casara (Delega alle Politiche giovanili) e Rosaria Tassinari (Delega al Welfare), che hanno messo in quest’ultimo periodo, molto complesso, energie e idee utili al progetto.

Venerdì 26 giugno si è svolto un incontro di presentazione rivolto agli operatori ed educatori parrocchiali dei territori coinvolti nel progetto ed anche a tutti coloro che sono interessati al benessere giovanile e che hanno il desiderio di costruire una comunità attenta ad ascoltarne la voce. Oltre alla presentazione del progetto è stato introdotto il tema della formazione che inizierà il prossimo autunno. La formazione verterà sul tema della partecipazione.

 

Quello che non è l’OPERATORE DI STRADA:

Non è un operatore preposto alla riparazione delle strade

Non è un «Ronda Civica».

Non è uno psicologo.

Non è un vigile o un carabiniere.

Non ha un “ufficio”.

Non si propone di intervenire per risolvere i problemi dei ragazzi.

Non vuole correggere o controllare gli adolescenti.

Non vuole essere solo un amico per i giovani.

Non intende sostituirsi alle altre figure educative.

Non ha la pretesa di cambiare il mondo o di salvarlo.

 

Ma allora CHI È e COSA FA l’OPERATORE DI STRADA?

L’operatore di strada è un educatore.

L’operatore di strada è un facilitatore relazionale del territorio.

L’operatore di strada è un mediatore delle culture, delle relazioni e dei conflitti.

Gli operatori di strada lavorano in coppia costituendo unità di strada.

Il loro lavoro si rivolge alle compagnie di adolescenti e giovani che si incontrano al di fuori di ogni realtà istituzionale.

Il loro lavoro coinvolge la rete dei servizi educativi, sociali e sanitari, verso i quali si muovono svolgendo una funzione di collegamento tra essa e la cittadinanza nel suo complesso.

Il contesto in cui si inserisce il loro lavoro è la strada, intendendo con questo termine ogni ambito di intervento che è al di fuori delle strutture e dei servizi formali e non.

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L’Ods è un professionista adulto, che sa stare con i giovani, in un clima di non giudizio e rispetto, per riuscire a raccogliere con diverse forme i bisogni, gli interessi, le aspettative che portano con se i ragazzi e le ragazze incontrate nei luoghi informali.

Una sua azione importante e determinante è di far comprendere ai ragazzi la possibilità di attivare ed essere protagonisti delle iniziative in prima persona, sottolineando il valore di mettersi in dialogo con le istituzioni e le altre realtà territoriale per portare avanti le attività in maniera concreta.

È una figura che riesce a farsi affiancare dai giovani perché diventino attori primari nel concretizzare le loro iniziative. Sono i giovani i responsabili e partecipanti attivi di tutti gli interventi del Progetto anche attraverso il confronto con il mondo adulto. Questo significa che gli Educatori, come ogni adulto, devono valorizzare la creatività giovanile, costituire nuova forma di partecipazione.

Assume un valore fondamentale il lavoro di gruppo come lavoro di educazione alla cittadinanza e alla democrazia che l’educatore di strada deve sempre attivare.

In una società complessa il ruolo dell’educatore agisce sul contrasto alla solitudine e si realizza generando incontri che danno significato al tempo libero, alla compagnia, alla scoperta de noi, al fare dei giovani per e con, alla realizzazione di percorsi, opportunità e spazi di libertà: l’educatore sta nello spazio dei giovani quali soggetti sociali a tutto campo, cittadini alle prese con il proprio progetto di vita, della propria presenza e del proprio riconoscimento nella comunità.