Ai catechisti: "approfittiamo dell'eccezionalità di questo momento"

Carissimi Confratelli, carissimi Catechisti,

nella “due giorni” del clero di settembre 2020 abbiamo messo a tema e sollecitato la ripresa della catechesi nelle parrocchie, e al Consiglio presbiterale del 15 gennaio u.s. abbiamo fatto una prima verifica della situazione attuale.

Siamo ben consapevoli che la pandemia ha messo ancor più in risalto “una debolezza della nostra Chiesa: la mancata corrispondenza tra partecipazione ai sacramenti e formazione alla vita cristiana” (Ufficio Catechistico Nazionale, Ripartiamo insieme. Linee guida per la catechesi in Italia in tempo di Covid). In stretto collegamento con questo problema di fondo, vi è la distanza della maggior parte dei genitori rispetto ad una vita di grazia e alla partecipazione attiva alla vita della comunità cristiana. Si aggiungono l’età spesso molto avanzata dei catechisti, il loro scarso numero, e, di conseguenza, l’eccessivo affollamento nelle cosiddette “classi di catechismo”.

In Consiglio presbiterale è emersa una situazione della catechesi al presente molto variegata: i parroci hanno dovuto fare i conti con tutti i problemi oggettivi legati alla positività al Covid di bimbi o di famiglie intere, alle quarantene, al necessario distanziamento all’interno dei locali parrocchiali (spesso insufficienti), ai timori dei genitori o dei catechisti di esporsi al rischio del contagio in occasione degli incontri di catechesi o della celebrazione eucaristica.

Nello stesso tempo, in positivo, le difficoltà legate alla situazione pandemica hanno stimolato alcune prime reazioni e ripensamenti, e favorito l’impegno di nuovi catechisti, liberando energie e portando a qualche ricambio generazionale. Ora, mentre cerchiamo di rispondere alle varie difficoltà, oggettive e soggettive, e mentre constatiamo anche conseguenze positive della situazione pandemica, occorre che approfittiamo dell’eccezionalità del momento, da un lato per avviare una riflessione che dovrà portare, a pandemia finita, ad un significativo rinnovamento della catechesi in Diocesi, e dall’altro lato per scardinare varie dinamiche negative riscontrate fino ad oggi, e porre le basi per prassi più rispondenti alla finalità stessa della catechesi: non solo “informare”, ma generare alla fede, alla partecipazione attiva alla vita della comunità e ai sacramenti.

Come ha detto Papa Francesco, “Peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla” (Francesco, Omelia di Pentecoste, 31 maggio 2020).

Riguardo al rapporto con le famiglie, la fluidità dell’andamento della pandemia ci offre l’opportunità di:

• contatti più frequenti, mostrando un interessamento che esprime e testimonia la sollecitudine della Chiesa verso i suoi figli;

• un coinvolgimento maggiore dei genitori nel percorso dei figli: si può chiedere loro di ovviare al minor numero di incontri di gruppo, proponendo che siano loro stessi ad abituare i figli ad una preghiera quotidiana, fatta insieme, o che accompagnino i figli nell’uso di qualche strumento o sussidio consegnato per il lavoro a casa;

• verifiche periodiche con le famiglie per valutare lo stato effettivo dei percorsi;

• utilizzo creativo degli strumenti digitali, di cui, comunque, non si potrà fare a meno anche in futuro. Riguardo alla partecipazione all’eucaristia, dovremo valutare:

• la possibilità e l’opportunità di proporre celebrazioni per gruppi, in modo che emerga il nesso irrinunciabile tra catechesi ed eucaristia (chiaramente, le celebrazioni per gruppi non dovranno sostituire in maniera definitiva la partecipazione all’eucaristia comunitaria);

• l’eventuale necessità di ovviare alla carenza di spazi proponendo celebrazioni eucaristiche che sostituiscano il catechismo tradizionale: vi dovranno essere offerti, nei limiti imposti dalla celebrazione stessa, spunti di catechesi, in attesa di eventuali percorsi intensivi per la preparazione immediata ai sacramenti.

Riguardo all’ammissione ai sacramenti, ci viene offerta l’occasione per scardinare l’automatismo “fine dell’anno di catechismo / ricezione del sacramento”. In un rapporto comprensivo ma al tempo stesso serio con le famiglie, si dovrà mettere in chiaro, dall’inizio alla fine, il diritto del figlio battezzato di avere un percorso che lo educhi ad una partecipazione attiva alla vita della comunità e ai sacramenti. Nessuna classe di età e nessuna famiglia siano abbandonate: anche quando le difficoltà logistiche sono considerevoli, si proponga comunque una qualche forma di percorso, in presenza ogni tanto, online, a casa coi genitori.

Alla fine dell’anno pastorale faremo una nuova verifica, necessaria per un primo bilancio complessivo, e utile per approfondire la riflessione, condividere buone prassi, rendere la catechesi più incisiva e più adatta ai rapidi cambiamenti che stiamo vivendo. Ringraziandovi sinceramente e di tutto cuore per tutto quello che fate, vi assicuro la mia personale vicinanza nella preghiera per voi e per le persone che vi sono affidate. A tutti auguro un buon lavoro, e la gioia, se Dio vorrà, di vedere frutti abbondanti del vostro impegno di evangelizzazione. Vi saluto cordialmente.

Forlì, 11/02/2021

Don Enrico Casadei

Vicario Generale

Direttore dell’Ufficio Catechistico