Celebrazioni in onore di Sant'Antonio a Predappio, Montepaolo e al Suffragio

La festa di Sant’Antonio di Padova verrà celebrata quest’anno all’ eremo di Montepaolo e a Predappio con un programma ridotto, causa le limitazioni ancora imposte dall’emergenza sanitaria, e nella chiesa del Suffragio a Forlì.

Domenica 13 giugno, a Montepaolo, dove sant’Antonio visse per oltre un anno, tra il 1221 e il 1222, santa messa alle 11, celebrata dal vescovo, mons. Livio Corazza con diretta su Teleromagna e alle 17. Durante tutta la giornata sarà presente un padre francescano per le confessioni.

“Guardiamo i mesi a venire - scrivono le monache Clarisse Urbaniste che vivono all’eremo - come l’occasione di un incontro particolare con Antonio, il Santo di Padova, no, di Montepaolo! Nell’anno 1221 Antonio arriva quassù, proprio su queste colline e vi trascorre diversi mesi, è un lungo tempo di nascondimento, di ricerca, di incontro con Dio. Scriverà poi: la bocca del Signore è nell’orecchio del cuore, nel silenzio di chi è tranquillo: a lui rivela il segreto della sua volontà. Sia tranquillo il tuo cuore, e sarà riempito della conoscenza della volontà divina. Nella tranquillità e nel silenzio di questo luogo, il Signore aveva potuto parlargli e manifestargli la sua volontà. Per giorni e giorni Antonio aveva teso l’orecchio del cuore alla bocca del Signore e per tutta la vita continuerà ad ascoltare ed accogliere questa Parola”.

A Predappio il Santo sarà festeggiato domenica 13, con le messe celebrate alle 11 dal parroco don Massimo Bonetti e alle 18 dal vescovo, mons. Livio Corazza, con una preghiera particolare per le donne in gravidanza e per tutti i bambini e i ragazzi.

Nella chiesa del Suffragio di Forlì le messe verranno celebrate dal rettore, don paolo Giuliani, sabato 12 giugno alle 18, domenica 13 alle 11,15 e alle 20,30 (animata dal Coro San Filippo Neri).

Sono tanti i segni che ricordano il passaggio e l’opera di Sant’Antonio di Padova a Forlì, documenti, luoghi, lapidi e opere d’arte. Forlì vanta anche il privilegio di essere stato il luogo in cui Sant’Antonio predicò per la prima volta in pubblico, la sera del 23 settembre 1222 ai molti francescani che si trovavano a Forlì per una ordinazione sacerdotale che doveva avvenire il giorno dopo.

 

Quando Sant'Antonio predicò a Forlì

Sono tanti i segni che ricordano il passaggio e l’opera di Sant’Antonio di Padova a Forlì, documenti, luoghi, lapidi e opere d’arte. A Montepaolo, prima dimora del santo in Italia per più di un anno (1221-1222), si conserva la grotta in cui Antonio si ritirava a pregare nel periodo in cui visse all’eremo incaricato da frate Graziano, superiore dei francescani in Romagna, di prestarvi servizio come sacerdote. Forlì vanta anche il privilegio di essere stato il luogo in cui Sant’Antonio predicò per la prima volta in pubblico. Era la sera del 23 settembre 1222 e si trovavano a Forlì molto francescani per una ordinazione sacerdotale che doveva avvenire il giorno dopo. Prima del pasto serale, così raccontano le biografie del Santo, il padre guardiano chiese che qualcuno dei padri presenti tenesse una meditazione ma dopo il diniego di diversi francescani si rivolse alla fine ad Antonio. Non sappiamo l’argomento del sermone ma le biografie concordano ancora nell’affermare che il discorso si sviluppò a lungo, in un crescendo che provocò generale stupore. Dove tenne Antonio questo sermone? Dalle fonti si deduce che non si trattava di una predicazione quindi è da escludere la Cattedrale o la chiesa delle ordinazioni. Era una meditazione informale, avvenuta prima del pasto serale quindi è più logico pensare al refettorio o al cortile del convento di Forlì. Il convento dei francescani, di cui si hanno notizie certe dal maggio 1221, si trovava allora all’angolo tra le attuali via Antonio Fratti e via Francesco Nullo, dove poi fu aperta la chiesa di San Pietro dei Battuti Bigi.

I francescani rimasero qui fino al 1266 quando si trasferirono nella nuova chiesa di San Francesco Grande, all’interno delle mura cittadine, anch’essa non più esistente oggi.