L'omelia di mons. Corazza a Dovadola per Benedetta Bianchi Porro

L'omelia del vescovo mons. Livio Corazza

Fratelli e sorelle carissimi, il prossimo 8 agosto ricorre l’82° anniversario della nascita della venerabile Benedetta Bianchi Porro, che ci ha portati qui oggi a sostare presso questa chiesa che ne custodisce gelosamente le spoglie.

Ma cosa ci ha attirati veramente qui?

Se ci pensiamo, Benedetta non fa certamente parte di quei modelli che la cultura odierna tenta di offrirci: non era particolarmente ricca, non era fisicamente sana tanto che fin da piccola era “zoppetta”, come la chiamavano gli amici; e alla fine si è ritrovata sorda, cieca e paralizzata in un letto, tanto – come direbbe papa Francesco – da divenire a tutti gli effetti “uno scarto” per la cultura del perfezionismo di oggi.

Cosa dunque vedevano in lei gli amici di un tempo, e cosa vediamo noi in lei oggi, al punto da venire qui in devoto pellegrinaggio?

Per comprenderlo, dobbiamo fuggire la facile tentazione di decidere a tavolino cosa ci piace di Benedetta, col rischio di escludere quanto non ci è gradito. Se vogliamo essere autentici amici di Benedetta, dobbiamo lasciarci anche noi guidare e illuminare dalla Parola di Dio, così come lei si è lasciata guidare e plasmare, tanto da trasformare quel letto di dolore in un luogo di incontro per i familiari, gli amici e tutte le persone che andavano a trovarla.

Nel vangelo che abbiamo ascoltato, Gesù dice ai discepoli: “Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna”. Se ricordate, domenica scorsa il vangelo ci aveva presentato la moltiplicazione dei pani; in realtà, si è trattato di una con-divisione: sì, Gesù era riuscito a sfamare la folla perché un ragazzo aveva saputo con-dividere quei cinque pani e due pesci.

Una logica, quella della con-divisione, oggi molto in difficoltà, fuori moda. Eppure, Gesù mostra che l’unico modo, l’unica via per saziare la fame di cibo, la fame di senso, la fame di amore… è proprio il con-dividere, il dividere con gli altri quanto abbiamo.

La gente va dietro a Gesù apparentemente perché saziata, ma quello che Gesù fa capire è che la folla non è saziata di pane, ma è saziata dell’esperienza di con-divisione, di amicizia, di fraternità che ha vissuto con Gesù.

Ecco perché lo cercano, lo seguono: perché “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni Parola”, di ogni gesto di amicizia, di fraternità. Questo sazia la vita, dona senso alla vita. Per Benedetta Gesù è il pane vivo.

Ciò che porta gli amici ad andare a trovare Benedetta a casa, attorno al suo letto, è proprio il gustare la sua amicizia, la sua fraternità fatta di autenticità illuminata dal vangelo, come lei stessa scrive all’amica Paola: “Io sto bene, Paola, e sento una serenità nel mio cuore… non saprò mai ringraziare abbastanza il Signore di tutto quello che mi ha dato: perché tutto ciò che dà è grazia” (25 ottobre 1963).

Un’autenticità che non ha paura di mostrare la sua fatica, consapevole che non deve dimostrare niente a nessuno, se non al suo Signore Gesù: “Cara Nicoletta… io sto bene, sono immobile, ma le persone vanno e vengono attorno al mio letto… Qualche volta mi rattristo perché mi pare, che così, nel mio stato, io non sia più utile per nessuno, ed allora, vorrei avvenisse l’Incontro. Ma forse, queste sono tentazioni – perché sai Nicoletta, io più vado avanti più ho la certezza che “grandi cose ha fatto in me Colui che è potente” e l’anima mia glorifica il Signore” (11 ottobre 1963).

E permettetemi di aggiungere un altro passaggio, tratto da una lettera scritta a padre Gabriele: “Don Gabriele… io penso che il Signore vuole da Lei, da me, da tutti noi che lo conosciamo che si diventi grandi, sempre più grandi, disposti fino in fondo a seguire la Sua volontà... sapendo vivere lasciando che tutto il senso della nostra vita lo sappia e lo conosca Lui solo, e ce lo faccia a volte intravvedere, se così a Lui piace… Per questo solo io trovo sincerità e umiltà e mi sento docile nelle Sue mani. Ed ho la certezza che se anche lei ha scelto la via del sacerdozio, io quella dell’apostolato e altri, ancora è perché lo abbiamo capito, incontrato per un attimo nella nostra strada: “dove andremo? ... tu solo hai parole di vita eterna”. (luglio 1963).

Fratelli e sorelle, da quanto abbiamo appena ascoltato, si sente quanta dolcezza e verità trasudano da queste parole, ma ancor più si sente che Benedetta ha cercato il Signore e lo ha trovato; aveva fame del suo Amore, e lo ha trovato; aveva fame della sua compagnia, e l’ha trovata.

Questo Incontro, questa esperienza di amicizia e di fraternità con il Signore Gesù, le ha permesso di divenire a sua volta punto d’incontro e di fraternità con i tanti amici che si sono portati attorno al suo letto, avendo trovato in lei un’amicizia più vera e più bella. Un’amicizia che emerge chiaramente dai suoi scritti e che suscita quella sana nostalgia che tutti portiamo nel cuore, così come la folla custodiva nei riguardi di Gesù: “Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani… è il Padre che vi dà il pane dal cielo, quello vero… Io sono il pane della vita, chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!”.

Chiediamo al Signore che ci doni la grazia di cercare sempre il pane vivo disceso dal Cielo, che non è solo il pane materiale, ma – come abbiamo compreso – è il Pane dell’Amore che si spezza per noi in Gesù; è il pane della fraternità che sperimentiamo ogni qual volta viviamo autentiche relazioni d’amore; è il pane dell’esperienza di Benedetta, che ci fa gustare un’amicizia della quale il nostro cuore ha nostalgia, ma che in lei trova tutta la sua pienezza.

Permettetemi così di concludere con le parole con le quali Benedetta rispose alla mamma Elsa, quando le disse che tutti ormai la ritenevano una santa: “Se lo dite e non ci credete, siete solo degli ipocriti. Se lo credete, allora poche chiacchiere, e imitatemi!”. A noi tutti dunque imitare Benedetta, a partire dal vivere un’autentica amicizia con Gesù, pane di vita eterna, per divenire, a nostra volta, pane spezzato per gli altri nella fraternità.

Benedetta, prega per noi e la chiesa che è in Forlì, perché sappiamo imitarti, come tu hai imitato Gesù che tanto amavi. E impariamo da te cosa vuol dire testimoniare la fraternità.

+ Livio Corazza

 

 

In occasione del 82° anniversario della nascita la Venerabile Benedetta Bianchi Porro sarà ricordata domenica 5 agosto alla badia di Dovadola con la messa solenne che sarà presieduta alle 10.30 da mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro. Alle 12.30 seguirà il pranzo alla casa Rosa Bianca di Dovadola (prenotazioni al 349 860 1818).

Alle 16, sempre in Badia, gli amici sirmionesi di Benedetta presentano la preghiera scenica “Abbandonata nel Signore. Il cammino di Benedetta”. Introduce mons. Evelino Dal Bon parroco di Santa Maria della Neve a Sirmione.

Benedetta sarà ricordata anche mercoledì 8 agosto, alle 18, con la messa celebrata nella chiesa di Santa Maria della Neve a Sirmione, dove la Venerabile morì il 23 gennaio 1964 mentre giovedì 9, alle 18, alla Badia di Dovadola, nel 13 anniversario della morte, celebrazione in suffragio di Anna Cappelli, che fu per molti anni anima dell’associazione “Amici di Benedetta” facendo conoscere il messaggio della Venerabile in tutto il mondo.

Benedetta era nata l’8 agosto 1936, colpita ben presto da una malattia rara che la portò alla progressiva e totale paralisi, pur in questa drammatica condizione riscoprì la bellezza della fede e divenne testimone di speranza per tante persone in tutto il mondo. Dal 22 marzo 1969 è sepolta alla Badia di Dovadola. Il 25 gennaio 1976 fu aperto il processo di beatificazione e il 23 dicembre 1993 papa Giovanni Paolo II ne ha riconosciuto l’eroicità delle virtù dichiarandola Venerabile. E’ stato ora riavviato il processo di beatificazione e dopo il nuovo l’esame di una guarigione attribuita a Benedetta, avvenuta a Genova il 3 settembre 1986, il postulatore della causa di beatificazione, padre Guglielmo Camera, ha consegnato il materiale relativo alla Congregazione per cause dei Santi.

Notizie sulla Venerabile si trovano nel sito www.benedetta.it, nel periodico l’annuncio dove sono riportate anche le attività dell’Associazione per Benedetta Bianchi Porro, di cui è presidente Liliana Selli e della Fondazione Benedetta Bianchi Porro.

 

Preghiera per la glorificazione di Benedetta Bianchi Porro

Padre nostro, noi ti ringraziamo per averci donato in Benedetta una cara sorella. Attraverso la gioia e il dolore di cui hai riempito la sua breve giornata terrena, Tu l’hai plasmata quale immagine viva del tuo Figlio. Con Benedetta al nostro fianco ti chiediamo, Padre, di poterci sentire più vicini a te e ai fratelli, nell’ amore, nel dolore e nella speranza. In una accettazione piena e incondizionata del tuo disegno. Fa che la sua testimonianza così radicale della potenza salvifica della croce c’insegni che il dolore è grazia e che la tua volontà è gioia. Concedi, o Padre, la luce del tuo Spirito alla Chiesa, affinché possa riconoscere Benedetta fra i testimoni esemplari del tuo amore. Questa grazia… che per sua intercessione umilmente ti chiedo, possa contribuire alla glorificazione della tua serva Benedetta. Amen (con approvazione ecclesiastica)

uniche immagini video di benedetta




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