Venerabile Madre Serafina Farolfi, fondatrice delle Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento

La Venerabile madre Serafina Farolfi, fondatrice delle Clarisse francescane missionarie del SS. Sacramento della Badia di Bertinoro, nacque a Tossignano, in provincia di Bologna il 7 ottobre 1853. Entrò nelle suore Terziarie Francescane di via Achille Cantoni, a Forlì, nel 1873 dove nel 1875 fece la professione religiosa e dove la seguirono anche due sorelle. Durante il noviziato aveva già iniziato le attività del Collegio, del quale fu direttrice e insegnante e che grazie alla sua opera divenne una delle scuole più ricercate di Forlì. Dal 1893 maturò la decisone di aprire un nuovo Istituto alla Badia di Bertinoro che fu riconosciuto l’1 maggio 1898. Quel giorno, con Madre Serafina 8 suore e 5 novizie, nacque il nuovo ordine delle Clarisse Francescane missionarie del SS. Sacramento. Madre Ferafina aprì anche nuove case in Italia e anche all’estero, come in India, dando così sviluppo all’opera educativa che aveva voluto per il nuovo Istituto da lei sintetizzato nel suo motto “Andate, accendete portate l’amore di Gesù Eucaristia a tutti”. La Venerabile morì il 18 giugno 1917 ed è sepolta dal 1970 nella cappella della Badia. L’1 maggio 1968 la diocesi di Bertinoro aprì il processo diocesano di beatificazione e il 19 dicembre 2009 è stata dichiarata Venerabile assieme a personaggi illustri come papa Giovanni Paolo II e Papa Pio XII, anch’essi dichiarati Venerabili e il sacerdote polacco padre Jerzy Popieluszko, cappellano di Solidarnosc, dichiarato martire e che sarà beatificato.

“Siamo grati al Papa e alla Congregazione dei Santi che hanno voluto indicare a tutta la Chiesa la testimonianza di santità di Madre Serafina - afferma il vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Lino Pizzi - è una grazia per tutta la nostra comunità che ora può vantare e pregare una nuova Venerabile e che si sente richiamata a conoscere maggiormente i suoi testimoni della fede, sacerdoti e laici e ad impegnarsi nell’opera educativa dei giovani per la quale madre Serafina spese tutta la sua vita”.

 

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